Cronaca / Sangue

Commenta Stampa

Oggi i funerali di Gianmaria, Oliviero e Gianluca

Tragedia di via Petrarca, la disperazione della folla

Miglia di persone accalcate nella chiesa del Sacro Cuore

.

Tragedia di via Petrarca, la disperazione della folla
18/05/2011, 15:05

NAPOLI - Che forma ha il dolore? Chi lo sa. Ma forse, oggi, la forma del dolore era racchiusa nei palloncini bianchi fuori la chiesa del Sacro Cuore a corso Europa dove si sono tenuti i funerali di Gianluca, Oliviero e Gianmaria, i tre ragazzi morti all’alba di domenica scorsa nel terribile incidente di via Petrarca. La forma del dolore era nascosta negli abbracci muti e disperati delle migliaia di persone accalcate ad attendere i feretri per dare l’ultimo saluto a tre diciannovenni affamati di vita, davvero troppo giovani per pensarli in cielo in mezzo agli angeli. La forma del dolore era dentro le canzoni dei loro interpreti preferiti, fatte ascoltare a ripetizione durante tutta la cerimonia religiosa a rimarcare che no, la tragedia quando è tale non ha fine mai.
Olly, Giammi, Gianlu…per sempre con noi. Così recita lo striscione all’ingresso. E a giudicare dai singhiozzi degli amici, dei professori, dei parenti che questa mattina erano sul sagrato, le tre vittime resteranno davvero indelebili nei cuori di tutti.
Un destino crudele e beffardo, quello che li ha strappati alla vita: i tre erano andati a ballare a Coroglio, dopo essere stati ad un compleanno in zona Chiaia. Al rientro un panino in compagnia, come facevano sempre prima di salutarsi e poi via, sulla Mini One di uno di loro. Un bicchiere di troppo, forse la stanchezza, chissà. L’esatta dinamica dell’incidente è ancora tutta da ricostruire. Quello che è certo, al momento, è che i ragazzi non sono riusciti neanche a pensare: sono morti sul colpo, dopo un volo di 54 metri che li ha fatti schiantare nei pressi di piazza San Luigi a Posillipo.
Tre esistenze finite così, in una calda notte di maggio, tra gli alberi della “zona bene” che si affacciano sul golfo di Napoli. E se questa mattina attorno alla scuola qualche curioso inopportuno ha scattato delle foto, se qualche maestra un po’ superficiale ha fatto proseguire le lezioni dei bambini non importa. Il tempo della rabbia arriverà dopo. Adesso c’è solo spazio per le lacrime.

Commenta Stampa
di Ornella d'Anna
Riproduzione riservata ©