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Il più grave naufragio dopo quello del 22 marzo

Tragedia in mare: recuperati 150 cadaveri dei 270 dispersi

Tra i salvati 9 bambini e 91 donne: due incinte

Tragedia in mare: recuperati 150 cadaveri dei 270 dispersi
03/06/2011, 13:06

ROMA - È impossibile dire con precisione quanti migranti siano finiti in mare ieri, perché non esiste un elenco completo delle persone che erano a bordo, trattandosi di carrette clandestine, e perché ciò di cui veniamo a conoscenza è frutto innanzitutto di testimonianze, spesso confuse, di chi oggi ha la fortuna di essere sopravvissuto. Di sicuro, con il passare delle ore, le notizie e i dati che fanno il giro del mondo sono tutt’altro che consolanti.
Dei 270 clandestini finiti nelle acque del Mediterraneo ieri, dopo il naufragio del barcone in avaria che li trasportava dalla Libia in Italia, sono stati recuperati 150 cadaveri, al largo della costa tunisina. A riferirlo è stato un funzionario dell’Onu, che ha anche ricordato come i dati dovrebbero essere all’incirca quelli diffusi ieri dall’agenzia di stampa tunisina Tap. La stessa, infatti, ha riferito, di un totale complessivo di circa 570 persone tratte in salvo e di altre 200-270 anime per le quali il lavoro dei soccorritori non ha avuto buon esito. Di questi sono stati recuperati oggi 150 corpi privi di vita.
Importanti e soprattutto significative, per fare intendere di come si tratti forse della più grande tragedia del mare degli ultimi tempi, sono le testimonianze dei soccorritori. Gli stessi dichiarano, infatti, di aver perduto le speranze di ritrovare sopravvissuti, visto che le condizioni meteo impediscono per il momento qualsiasi ulteriore operazione in mare. “Il mare mosso impedisce i soccorsi, il massimo che possiamo sperare è di riuscire a ripescare i cadaveri sabato mattina” ha riferito alla ‘France Presse’ il colonnello Tahar Landoulsi, capo della Guardia Costiera di Sfax, nel sud della Tunisia.
Stando alle Autorità, tra i 570 migranti tratti in salvo ed evacuati ci sono 9 bambini piccoli, 91 donne e 470 uomini: di questi, diversi feriti e due donne incinte che sono state ricoverate all’ospedale di Sfax. Due dei migranti tratti in salvo sono deceduti; gli altri sono stati trasferiti nel campo profughi presso il confine tunisino-libico, a oltre 300 chilometri da Sfax. Questo naufragio è il più grave dopo quello del 22 marzo, quando un barcone con 335 somali ed eritrei, salpato dalla Libia, è sparito nel nulla.

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di Antonio Formisano
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