Cronaca / Sanità

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Trapianto fegato, Marino: "I medici stanno garantendo cure"

San Raffaele, 28enne clandestina in attesa dell'intervento

Trapianto fegato, Marino: 'I medici stanno garantendo cure'
23/12/2010, 19:12

Il Presidente della Commissione d'Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino, ha dichiarato che non può essere negato un trapianto di fegato in base alla nazionalità, soprattutto se questo è necessario per salvare la vita di qualcuno. In particolare si tratta di una donna di 28 anni, una giovane ucraina in fin di vita a causa di una trasfusione di sangue, che anni fa le ha trasmesso il virus dell'epatite C. E’ arrivata dal suo Paese in aereo, già in gravi condizioni ed è stata subito trasferita tramite il 118 al Pronto Soccorso del San Raffaele di Milano. Qui, dopo la prima valutazione e le terapie d’obbligo, sarebbe stata esposta alla ragazza e ai suoi familiari la necessità del trapianto di fegato e contemporaneamente l’impossibilità di un inserimento nelle liste d’attesa.  Alla donna, ricoverata l’11 dicembre scorso, è scaduto il permesso di soggiorno il 19. I suoi familiari avrebbero richiesto un visto speciale o il rinnovo del permesso stesso, a causa delle sue precarie condizioni di salute, ma nulla di fatto. Da qui un accorato appello dell’associazione Everyone e della Croce Rossa affinché si tentasse di risolvere la questione: la richiesta di aiuto è stata inviata contemporaneamente al Ministro per la salute Ferruccio Fazio, al Papa Benedetto XVI° e all’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani e dei Rifugiati.
 “I carabinieri appartenenti al nucleo Nas della Commissione  - spiega Ignazio Marino, medico chirurgo ed esperto di trapianti -  hanno effettuato una verifica presso l’ospedale San Raffaele: la paziente Rozaliia Tsurkan è ancora ricoverata, quindi la struttura sta garantendo la regolarità delle cure indipendentemente dalla presenza o meno di un permesso di soggiorno. Si dimostra, quindi, l’attenzione dei medici al decorso clinico e la mancanza di atteggiamenti discriminatori o di negazione delle cure necessarie. Del resto, il nostro Servizio Sanitario Nazionale deve garantire, sulla base dell’articolo 32 della Costituzione, l’assistenza indipendentemente dal passaporto. Inoltre, l’inserimento nelle liste per i trapianti è sempre assicurato in casi di pericolo di vita del paziente”
Nel frattempo dall’Ospedale San Raffaele di Milano confermano che “l’opzione del trapianto di fegato come terapia risolutiva di questo caso, é ancora in fase di valutazione e richiederà il concorso di strutture sanitarie al di fuori del San Raffaele abilitate a questa procedura”.

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di Tiziana Casciaro
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