Cronaca / Nera

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I Casalesi avevano scovato Anna Carrino a Chiavari

Trasferita pentita di camorra: volevano ucciderla

Le rivelazioni della donna hanno portato a decine di arresti

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Trasferita pentita di camorra: volevano ucciderla
14/02/2011, 12:02

NAPOLI - E' stata trasferita in tutta fretta, prima che fosse troppo tardi. Anna Carrino, da tempo sotto protezione a Chiavari, è partita alla volta di una località segreta quando è stato chiaro che il clan dei Casalesi l'aveva trovata.
La donna, che era stata la compagna di Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e Mezzanotte, capo del sodalizio camorristico dei Casalesi insieme a Francesco Sandokan Schiavone, viveva da qualche tempo nel levante della provincia di Genova, sotto protezione. La notizia arriva dal Secolo XIX, secondo indiscrezioni la camorra casertana era pronta ad usare anche l'esplosivo per eliminarla, facendo ricorso ad un metodo più terroristico che camorristico.
A far scattare l'allarme, una telefonata che sarebbe arrivata qualche mese fa nell'abitazione della donna, un anonimo appartamento di Chiavari. "Pronto, Anna? Hai visto: alla fine ti abbiamo trovato".
E' l'inizio di un incubo, il preludio a un agguato che la camorra voleva a tutti i costi compiere e che aveva ormai in preparazione nel Tigullio.
L'utenza sulla quale è arrivata la telefonata, specifica il Secolo XIX, era privata, riservata, nemmeno intestata alla collaboratrice. Soltanto i dirigenti del Servizio centrale di protezione e del nucleo regionale sapevano che a quel numero avrebbe risposto Anna Carrino. Nessuno sapeva che la ex compagna del boss Bidognetti si trovava in provincia di Genova.
Eppure, la donna è stata individuata lo stesso.

Le intercettazioni telefoniche svelano uno scenario preoccupante, che conferma che l'agguato è stato sventato appena in tempo. I camorristi avevano già organizzato tutto ed erano pronti a ricorrere anche all'esplosivo per tappare la bocca alla Carrino. L'indiscrezione è trapelata nei giorni scorsi, mentre la Guardia di Finanza e la Direzione distrettuale antimafia napoletana sequestravano immobili e conti correnti bancari per oltre 18 milioni di euro ad un imprenditore campano considerato dagli inquirenti "contiguo alla fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco Bidognetti".
Il provvedimento cautelare era scaturito proprio dalle dichiarazioni di Anna Carrino, dalle quali era nata un'inchiesta che si era concluso nel giugno scorso con l'arresto di 14 persone.

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di Nico Falco
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