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L'uomo fu coinvolto nella scomparsa di Emanuela Orlandi

Traslato il corpo di De Pedis dalla basilica di Sant'Apollinare

La salma è stata cremata nel cimitero di Prima Porta

Traslato il corpo di De Pedis dalla basilica di Sant'Apollinare
18/06/2012, 18:06

ROMA - Uscita di scena dal Vaticano per un ospite scomodo. La salma del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, è stata traslata questa mattina dalla basilica di Sant'Apollinare a Roma. Negli ultimi anni, il nome dell'uomo è stato collegato alla scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta nell'estate del 1983. Furono le confessioni della pentita ed ex amante del boss, Sabrina Minardi ad avvalorare l'ipotesi di un coinvolgimento di Enrico De Pedis nella scomparsa di Emanuela Orlandi. Anche un altro pentito della Banda della Magliana parlò del suo coinvolgimento. Fu poi una telefonata anonima alla redazione del programma televisivo "Chi l'ha visto?" in onda su Rai3 nell'estate del 2005 a invitare ad "andare a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant'Apollinare". Particolare che ha aumentato il mistero che avvolge il rapimento di Emanuela Orlandi, figlia di un commesso vaticano. La riapertura della tomba è avvenuta solo il 14 maggio 2012 su disposizione dell'autorità giudiziaria. A quel punto, fu confermata l'identificazione del boss della Banda della Magliana anche attraverso le impronte digitali. Il boss Enrico De Pedis morì in una sparatoria a Campo de Fiori il 2 febbraio 1990 e fu tumulato nella cripta della basilica per volere della famiglia e dopo aver ricevuto il nulla osta dall'allora vicario di Roma, cardinale Ugo Poletti.
La moglie e i fratelli di De Pedis sono entrati questa mattina in chiesa intorno alle ore 7 da una porta laterale. La bara di zinco è stata trasportata fuori dalla chiesa intorno alle 8 e portata via da un furgoncino delle pompe funebri. Il corpo dell'uomo è stato cremato presso il cimitero di Prima Porta. Lo hanno rivelato alla stampa gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna, che hanno auspicato "la fine di tutte le speculazioni politiche e giornalistiche, scientemente alimentate nei confronti di un uomo che, fino a quando ha avuto la possibilità di difendersi, ha sempre visto riconosciuta dalla giustizia italiana la propria innocenza". L'attuale rettore della basilica di Sant'Apollinare, don Pedro Huidobro ha parlato di un "capitolo chiuso", che ha visto la basilica sotto "i riflettori". La famiglia di De Pedis già in passato aveva chiesto di far traslare il corpo del congiunto.

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di Emanuele De Lucia
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