Cronaca / Sesso

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Tratta di minori dalla Nigeria, base nel Casertano


Tratta di minori dalla Nigeria, base nel Casertano
20/04/2009, 17:04

(ANSA) - ROMA, 20 APR - Due anni di indagine, 62 indagati per reati che vanno dalla tratta di esseri umani allo sfruttamento della prostituzione e al traffico di stupefacenti, centinaia di donne costrette in schiavitu', 49 corrieri della droga arrestati, 60 kg di eroina e 118 di cocaina sequestrati, tracce dell'associazione in sei regioni e in cinque nazioni, Nigeria, Turchia, Bulgaria, Olanda e Colombia. Bastano i numeri per comprendere la forza criminale dell'organizzazione smantellata dai carabinieri del Ros, coordinati dalla procura distrettuale Antimafia. Operazione denominata 'Viola' a cui ha collaborato il comando provinciale di Viterbo, e che ha consentito, tra l'altro, di provare per la prima volta il collegamento diretto tra i narcos colombiani e i trafficanti nigeriani. ''Abbiamo colpito la testa dell'organizzazione - commenta il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso - e questo e' fondamentale perche' quello della criminalita' nigeriana e' un fenomeno molto piu' esteso di quello che si vede''. Un network, aggiunge, ''veramente pericoloso'', con contatti diretti con i cartelli della droga colombiani e turchi, senza alcun timore reverenziale nei confronti di un'organizzazione criminale strutturata e forte come quella dei Casalesi. L'indagine nasce nel 2007 quando i carabinieri, assieme alla polizia olandese, scoprono un network formato da nigeriani con base a Castelvolturno, responsabile della tratta di centinaia di donne fatte entrare clandestinamente nei paesi europei e poi costrette a prostituirsi. Un primo filone dell'inchiesta ha gia' avuto una conclusione nel gennaio dell'anno scorso, con l'emissione da parte della procura di Napoli di un provvedimento nei confronti di 75 persone. Contestualmente, altre 29 erano state raggiunte in Olanda, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Nigeria, da un provvedimento della magistratura olandese che ha accertato la scomparsa di oltre un centinaio di nigeriane, sparite dopo aver chiesto asilo politico. Una volta ad Amsterdam, le donne venivano contattate dall'organizzazione che con documenti falsi le trasferiva in Italia, Francia e Spagna. Nel corso degli incontri tra inquirenti italiani e olandesi e' stato possibile ricostruire l'odissea delle vittime: dopo aver contratto un debito di 60mila euro e sottoscritto un patto di sangue in una cerimonia che prevedeva tra l'altro anche la parziale mutilazione degli organi genitali, venivano trasferite prima in Ghana, Sierra Leone e Togo e successivamente in Europa, dove finivano sotto il controllo delle cosiddette ''madames'', cui era affidato il compito di sorvegliare le ragazze e avviarle alla prostituzione. Un controllo totale esercitato anche attraverso riti voodoo, minacce nei confronti dei familiari rimasti in Nigeria e sequestro dei documenti . Ma non solo: spesso le donne che arrivavano in Europa venivano utilizzate come corrieri della droga. L'organizzazione, con una ''elevata compattezza interna'' e un ''alto livello organizzativo e di pericolosita''' con base operativa a Castelvolturno, finanziava la tratta attraverso il traffico di droga e viceversa: cocaina ed eroina, hanno accertato gli investigatori, arrivavano dalla Colombia e dalla Turchia con i corrieri, grazie ai contatti diretti stabiliti ormai dai nigeriani con i cartelli colombiani e turchi, e venivano smistate a Torino, Brescia, Padova, Verona, Roma e Napoli. In diversi casi, inoltre, l'enorme quantita' di denaro veniva rinvestita in attivita' lecite: call center e negozi di prodotti etnici. Le indagini, infine, hanno consentito di sventare in un orfanotrofio nigeriano il sequestro di due bambini che avrebbero dovuto essere affidati ad una madame a Dolo, in provincia di Padova.

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di Redazione
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