Cronaca / Giudiziaria

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L’ipotesi è di “falsa testimonianza”

Trattativa mafia-Stato: Mancino nel registro degli indagati


Trattativa mafia-Stato: Mancino nel registro degli indagati
09/06/2012, 12:06

PALERMO - L’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Palermo, con l’ipotesi di falsa testimonianza. La decisione è stata adottata alla vigilia della chiusura dell’indagine sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Tutte le posizioni dei nove personaggi sotto indagine sono ancora al vaglio dei pm: da stabilire, spiega la procura (che conferma le indiscrezioni trapelate oggi in alcuni quotidiani) quale sarà, per ciascuno dei coinvolti, l’imputazione finale.
Si va da ipotesi di reato che, oltre alla falsa testimonianza, abbracciano il favoreggiamento aggravato, il concorso nella violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario o il concorso in associazione mafiosa. Nell’indagine sono coinvolti i generali Mario Mori e Antonio Subranni, l’ex tenente colonnello Giuseppe De Donno, l’ex ministro dc Calogero Mannino, il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano e Nino Cinà. E ora anche Mancino.
Sapeva o no, Mancino, dei contatti fra i carabinieri del Ros e Vito Ciancimino e ne conosceva le finalità? Secondo i magistrati, sì: e lo scopo era cedere al ricatto dei boss e offrire loro impunità, in cambio della rinuncia all’aggressione terroristica e ai progettati omicidi di uomini politici. Mancino era entrato anche in contrasto con l’ex guardasigilli Claudio Martelli, che aveva più volte ribadito di essersi lamentato con lui del comportamento del Ros. L’ex titolare del Viminale aveva sempre escluso anche di avere incontrato Paolo Borsellino, il giorno del suo insediamento al Viminale, il primo luglio 1992.

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di AnFo
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