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La tragedia nel gruppo dell'Ortles-Cevedale

Tre sci-alpinisti uccisi da una valanga in Alto Adige

Una quarta persona è dispersa

Tre sci-alpinisti uccisi da una valanga in Alto Adige
01/04/2013, 16:00

BOLZANO - Tre sci-alpinisti sono morti sotto una valanga durante un'escursione sulla Punta Beltovo, verso la Val Rosim nel gruppo dell'Ortles-Cevedale, montagne delle Alpi situate nella provincia di Bolzano. La valanga sembra aver travolto una quarta persona, ma non ci sono ancora notizie certe. Sul posto sono intervenuti gli elicotteri del pronto soccorso "Pelikan 1", Aiut Alpin e il soccorso alpino di Solda, una frazione di Stelvio in Val Venosta.
Non si conosce la nazionalità delle vittime. La tragedia in Alto Adige è avvenuta poco dopo le ore 13. L'allarme è stato dato da un altro gruppo di escursionisti che si trovava nelle vicinanze e che aveva visto il distacco della valanga. Gli sci-alpinisti avevano iniziato individualmente le ricerche con un localizzatore elettronico. Le tre vittime sono state ritrovate sulla Cima Beltovo di Fuori a 3214 metri, la montagna sopra Solda. Dopo mezzogiorno, i tre escursionisti avevano iniziato la discesa, quando, forse a causa dell'innalzamento delle temperature, si è staccata la massa nevosa che li ha travolti. In quella zona, in questo periodo, il pericolo di valanghe è considerato di terzo grado su una scala che va da 1 a 5. In Italia, ogni anno gli incidenti in montagna coinvolgono migliaia di persone, oltre 40 decessi al mese. Sono quasi 1700 feriti gravi e circa 500 morti solo nel 2011.
Ieri, altre 2 slavine in Val d'Ossola avevano causato un morto e un ferito grave. La vittima è stata sorpresa da una valanga in Val Formazza mentre era con altri 2 amici, che sono riusciti a mettersi in salvo. La persona rimasta ferita, invece, era da sola, quando è stata travolta da una slavina staccatasi a circa 2400 metri sopra la conca del Devero. L'uomo ha chiamato i soccorsi, un elicottero non è riuscito subito ad alzarsi in volo a causa del vento. Dopo due ore, i volontari sono riusciti a raggiungerlo.

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di Emanuele De Lucia
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