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"Almeno qualcosa di buono l'avremo pur fatta"

Tremonti: ingiuste le accuse di immobilismo sulla crisi


Tremonti: ingiuste le accuse di immobilismo sulla crisi
17/03/2010, 19:03

ROMA - "Non siamo stati immobili sulle cose da fare, ma siamo stati irremovibili sulle cose che non si dovevano fare"; così Giulio Tremonti tenta di respingere al mittente le accuse di inefficienza riguardo la gestione della crisi economico-finanziaria globale. "È eccessivo dire che abbiamo fatto tutto male. È massimalismo: almeno una cosa buona l'avremo pur fatta"; sostiene il ministro dell'Economia tradendo forse la volontà di volersi appellare al concetto del men peggio.
Per la precisione, osserva Tremonti durante il suo discorso alla Camera "abbiamo evitato di essere la causa e l'epicentro della crisi". "Se la nostra azione fosse stata ispirata da un avventurismo deficista - continua - gli effetti di beffa e maggior danno sarebbero state devastanti per la Repubblica e le nostre famiglie". Per quello che è risultato essere il parlamentare più "povero" d'Italia, dunque, la capacità incontestabile dell'esecutivo è stata quella di evitare che si "smarrisse la coesione sociale". Insomma: merito al governo per non aver (ancora) fatto accadere in Italia ciò che è successo in Grecia.
Riguardo la oramai epica riforma fiscale, il ministro ha poi dichiarato:"Ci Stiamo dato che è fondamentale per rendere il nostro sistema più giusto ed efficiente, non possiamo continuare con la macchina disegnata mezzo secolo fa e poi solo rattoppata". Nel processo di riassetto, come si legge sul Sole 24 Ore "non metteremo imposte patrimoniali e non colpiremo il risparmio e la casa. Discuteremo con tutti e su tutto: con le forze sociali, l'opposizione, in Parlamento, con gli organismi internazionali. Realizzeremo il programma elettorale che è stato votato dagli elettori"
Il numero uno dell'Economia sposta così l'attenzione sul sistema produttivo del nostro paese che, a suo dire, ha tenuto bene:"Il nostro sistema produttivo, pur colpito dall'esterno, ha tenuto. Gli ordinativi sono cresciuti nell'ultimo trimestre di oltre il 5% del 2009, anticipando un recupero del sistema. Siamo tra i paesi - ha aggiunto - col più basso tasso di disoccupazione, all'8,6% contro il 10% dell'area euro, con l'inflazione in crescita nulla su base congiunturale". Note positive anche riguardo l'accesso al credito dato che "riceviamo segnali di attenuazioni delle tensioni, mentre la pressione fiscale é del 42,7% contro il 43,1% del 2007. Abbiamo contribuito, affermo, perché il governo non é l'attore assoluto, a mantenere lo stato sociale e lo stato patrimoniale (sicurezza e sanità), e dobbiamo dire grazie a alle forze sociali e ai lavoratori".
Tremoti ha poi concluso sciorando i successi ottenuti nel campo delle riforme strutturali e sostenendo che, il sistema previdenziale italiano, è tra i più stabili e sani d'Europa. Per il futuro è importante poi pensare ai giovani senza però dimenticarsi dei più anziani che non sono autosufficienti. Riguardo la gestione complessiva della crisi e del "pacchetto" economico-finanziario, in sintesi, il ministro dell'Economia si dice consapevole che non si può governare il paese "con il piccolo chimico" e che non esistono infatti "formule magiche" per risolvere i numerosi e complessi problemi in un sol colpo. Prima di concludere il proprio discorso, Tremonti ha voluto lanciare una frecciatina a Pier Luigi Bersani:"Onorevole Bersani, sui vostri manifesti é annunciato "In poche parole, un'altra Italia". Non so se è possibile la vostra Italia. So che non é preferibile".
Intanto, classifiche alla mano, il fanalino di coda dell'Ue è comprensibilmente la Grecia; segue il Portogallo e poi, subito dopo, arrivano Italia e Spagna a pari (de)merito. Di sicuro, le dichiarazioni del nostro ministro, cozzano violentemente con la realtà evidenziata da tali statistiche.

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di Germano Milite
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