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E' accaduto alle 5 del mattino: nessun ferito

Trento, bombola gas esplode davanti al Tribunale

Tra le ipotesi c'è la pista antagonista-anarchica

Trento, bombola gas esplode davanti al Tribunale
28/01/2014, 11:25

TRENTO – Intorno alle 5 del mattino è stata fatta esplodere una bombola di gas dinnanzi al tribunale di sorveglianza di Trento. L’ordigno era posizionato su una terrazza delle balconate che percorrono gran parte del palazzo ed ha infranto una vetrata. Tale bombola, secondo le prime informazioni, risulta di quelle un po' più piccole rispetto a quelle per uso domestico e sembra fosse contenuta in una borsa di tela di colore blu, di quelle che venivano usate per la spesa. La Scientifica è al lavoro per raccogliere reperti e capire come sia stato fatto l'innesco. I resti dell'esplosione sono davanti alla vetrata di un ufficio di impiegati, non distante anche da quella di un magistrato. Nell'episodio non risultano feriti.
A dare l'allarme stamattina alle 5:12 è stata una delle guardie giurate che si occupa della sorveglianza notturna.. Le telecamere del tribunale sono tra gli elementi che gli investigatori stanno verificando. Sembra infatti che la deflagrazione abbia causato un notevole bagliore, oltre che molto rumore. A indagare, anche con perquisizioni di iniziativa, la Digos della polizia di Trento, guidata dal dirigente Francesco Tedesco, ma sul posto sono arrivati anche il questore, Giorgio Iacobone, e il commissario del Governo, prefetto Francesco Squarcina. Tra le piste prese in considerazione c'è quella antagonista-anarchica, ma al momento gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Non sono per ora state trovate rivendicazioni.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, recatosi sul luogo ha espresso preoccupazione per il gesto: "Sono dei segnali davvero brutti, segnali che ci preoccupano. Credo - ha aggiunto - dobbiamo stare tutti molto più attenti, alzare la soglia di attenzione e anche verificare se i luoghi a rischio siano sufficientemente protetti, per esempio da telecamere. Però queste sono questioni tecniche, invece a me interessa oggi soprattutto portare la solidarietà alle persone che lavorano in questi uffici, perché già fanno un lavoro delicatissimo e lavorare in clima così credo che sarà ancora più difficile, quindi è giusto dire che siamo loro vicini".

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di Redazione
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