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La storia arriva al ministero della Pari Opportunità

Trento: per la giovane madre indigente scatta la gara di solidarietà


Trento: per la giovane madre indigente scatta la gara di solidarietà
22/07/2010, 22:07

TRENTO - Ieri abbiamo raccontato la triste ed incredibile storia di una giovane mamma che, causa indigenza, si è vista letteralmente strappata via il figlio che aveva appena partorito. Dopo la conferma dello psicoterapeuta Giuseppe Raspadori che aveva seguito il caso in prima persona ed aveva denunciato l'incredibile ingiustizia subita dalla donna lo scorso martedì, è partita una vera e propria gara di solidarietà per fornire i primi aiuti alla coraggiosa giovane (che ha deciso di tenere il bimbo nonostante gli fosse stato esplicitamente suggerito di abortire).
Come riportato tra le prime notizie del Trentino Corriere Alpi, infatti, associazioni e  cittadini  hanno  letteralmente inondato di mail e telefonate l'ufficio di Raspadori, chiedendo maggiori informazioni e tentando di proporre soluzioni per impedire l'allontanamento del piccolo dalle braccia della propria madre.
Tra i volontari, ad esempio, c'è un avvocato di Catania che ha già seguito casi simili e che ha espresso l'intenzione di assistere la ragazza in quello che si preannuncia già come un tortuoso (e doloroso) percorso giuridico e burocratico. In prima linea, dal punto di vista economico, è anche arrivato un imprenditore veneto deciso ad effettuare una donazione che aiutasse la giovane, appena ventenne ed ospitata in una casa famiglia di una località trentina, ad affontare le prime spese per sopperire alle necessità del proprio bimbo.
Ma l'eco d'ingiustizia ed assurdità espressa dai giudici del tribunale di Trento è arrivato fino ai "piani alti", provocando anche la furente reazione di Isabella Rauti, consigliera del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna che ha tuonato:"L'episodio di Trento sembra essere l’ultimo di una serie di analoghe decisioni che configurano quella economica come una capacità genitoriale più determinante di quelle affettive, psicologiche o sociologiche. Ma sottrarre la madre al neonato distrugge la relazione primaria, fonte di salute fisica e mentale".
Intanto, oltre ad un'altra benestante trentina che ha offerto la propria casa per ospitare la giovane madre e suo figlio, anche da Roma l'associazione "salvamamme" si è detta disponibile a fornire immediatamente beni di primo utilizzo come  biberon, seggiolone, enzuola, carrozzina, box e fasciatoio. Insomma: una storia di follia giuridica che, grazie anche al lavoro questa volta prezioso della stampa locale e nazionale, si sta velocemente trasformando in un più giusto e dignitoso episodio di giustizia e solidarietà sociale verso chi ha la "colpa" di non essere ricco ma possiede una miniera d'amore da donare al  cucciolo d'uomo che ha deciso di mettere al mondo; nonostante tutto.

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di Redazione
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