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La decisione in contrasto con la legge sul biotestamento

Treviso: giudice autorizza la sospensione delle cure


Treviso: giudice autorizza la sospensione delle cure
03/08/2011, 13:08

TREVISO - Un giudice si mette contro la volontà della maggioranza parlamentare ed autorizza con sentenza la sospensione delle cure salvavita, a richiesta di un paziente, con nomina di un amministratore di sostegno, per difendere la volontà del paziente stesso.
I fatti - riportati dal Gazzettino - iniziano quando una donna trevigiana viene ricoverata in ospedale perchè colpita da una malattia degenerativa. Ad un certo punto le condizioni fisiche della donna peggiorano, ma nonostante questo lei rifiuta sia una trasfusione di sangue (è testimone di Geova) che la tracheotomia, necessaria per aiutare la respirazione. Poichè i medici insistono, la donna presenta al giudice una istanza per poter rinunciare alle cure salvavita.
Mentre il ricorso si discute in Tribunale, le condizioni della donna migliorano, tanto che la stessa è stata dimessa dall'ospedale e viene curata a casa. Ma, in previsione di una nuova crisi, il processo civile va avanti. E alla fine il giudice sostiene che il codice deontologico medico lo consente e che va applicato il principio, sancito dalla Cassazione, che il consenso del paziente è un presupposto indispensabile per qualsiasi cura medica. Inoltre ha nominato il marito "amministratore di sostegno": sarà lui, nel caso in cui la moglie non possa far valere le proprie ragioni, a far presente al medico la situazione.
Una sentenza che, nel caso di approvazione della legge sul biotestamento, non sarebbe applicabile. Infatti quella legge elimina qualunque importanza alle volontà del paziente, sostituendole con quelle del medico. Il quale ha tutto l'interesse a mantenere vivo il paziente, sia per evitare un possibile processo penale, sia perchè un paziente in coma rende molti soldi all'ospedale, soprattutto se è convenzionato.

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di Antonio Rispoli
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