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Un esempio di giustizia velocissima che sa di beffa

Treviso: l'appello della "vergogna" in soli tre giorni


Treviso: l'appello della 'vergogna' in soli tre giorni
18/03/2010, 11:03

TREVISO - Ormai siamo abituati a sentire i politici che insultano a destra e a sinistra, senza badare alle conseguenze, che per loro non ci sono mai, protetti come sono dall'articolo 68 della Costituzione. Ma guai se una persona come noi ha una reazione magari sbagliata, ma umana. E' quello che è successo a Vittorio Veneto, dove la giunta (maggioranza leghista) ha creato molti problemi ai cittadini, per la costruzione di un complesso, sito in una zona dove potevano essere costruiti solo impianti sportivi. Inizialmente dovevano essere costruiti due campi di calcio, un impianto di pattinaggio a rotelle, tribune, foresterie, palestre, parcheggi e altre cose tra cui gli "spazi commerciali". Ma dopo alcuni anni e una serie di modifiche in deroga, sono stati costruiti solo gli spazi commerciali, mentre degli impianti sportivi e di tutto il resto non c'è traccia. All'ennesima seduta della giunta comunale in cui si rinviava ancora la decisione, la signora Ada Stefan è sbottata in un "Vergogna", rivolto alla giunta. Questo è stato ritenuto intollerabile dalla Giunta che ha prontamente querelato la donna. In pochi giorni la donna ha ricevuto il cosiddetto "decreto penale": è una condanna - molto lieve, rispetto al reato di cui uno è accusato - sotto forma di multa. Se uno la paga, estingue anche il reato; se uno la rifiuta, si fa il processo. E' usato nel caso di reati molto lievi, per cercare di ridurre la durata dei processi. ma quello che sorprende è la velocità con cui questo atto è stato notificato, rispetto alla media dei tempi impiegati. Fatto sta che si fa il processo e la signora viene assolta. Faccenda chiusa? No, perchè il Pubblico Ministero, con una velocità da primato, in soli 3 giorni ha subito presentato ricorso in appello. Tre giorni in una Procura che mediamente impiega 9 mesi, a causa degli arretrati di lavoro che hanno.
Ed è la stessa procura che ritiene di non punire il vice Sindaco Gentilini che dice che vuole "la pulizia etnica contro i culattoni" o che "dobbiamo eliminare i bambini dei (disse proprio così, si sa che la grammatica non è il suo forte, ndr) zingari" o frasi del genere; e ritiene di non punire il consigliere leghista Giorgio Bettio che proponeva di "usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino".

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di Antonio Rispoli
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