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"Ho visto volare tutto e c'era tanto fumo"

Tromba d'aria sull'Ilva, autista sotto choc:"Era un inferno"

"Non riuscivo a vedere più niente"

Tromba d'aria sull'Ilva, autista sotto choc:'Era un inferno'
28/11/2012, 19:52

TARANTO - Parla a voce bassa, ha lo sguardo ancora impaurito, guarda la portineria dalla quale si accede alla fabbrica e ripensa a quei terribili momenti. “Stavo guidando un camion vicino alle batterie 7-12. All'improvviso ho visto un tornado, volare tutto e fumo. Non riuscivo a vedere più niente. Mi sono fermato e sono fuggito”. E’ la drammatica testimonianza di un lavoratore dell'Ilva di Taranto rimasto illeso. Fa l'autista, si è trovato nel mezzo dell'inferno. “Sono stato fortunato - dice - quando un po’ di fumo è andato via ho visto che alcune travi di legno erano finite sul camion. Non so se mi sarei salvato se fossi rimasto lì”. Mentre racconta quei minuti drammatici, osserva i colleghi di lavoro che a frotte stanno abbandonando la fabbrica mettendosi al sicuro. “E’ accaduto tutto all'improvviso - racconta un lavoratore di una ditta di appalto - è arrivato il “responsabile” e ci ha detto di andare via subito. Poi è stato come un inferno, volava via tutto”. In attesa di salire a bordo degli autobus che li riporteranno a casa, gli operai scambiano qualche parola, come se volessero rassicurarsi a vicenda. Tutto attorno è un disastro. Ci sono auto danneggiate, pezzi di guard rail volati via, mentre il vento continua a sferzare imperterrito i volti preoccupati dei lavoratori che sostano dinanzi alla portineria e guardano quel colosso d'acciaio che per alcuni interminabili minuti è sembrato diventare d'improvviso di argilla. Scenario apocalittico lungo la bretella che collega la strada provinciale Taranto-Statte con la statale 100 per Bari. Alberi di grosse dimensioni divelti e scaraventati sull'asfalto, altri abbattuti come se fosse in atto un'opera di disboscamento a ridosso della fabbrica. Per un raggio di 500 metri circa si fa fatica a passare con le auto e i camion, ci vorrà tempo prima di riuscire a ripristinare la normalità anche tutt'attorno allo stabilimento. Arriva un autobus, una quarantina di operai salgono a bordo, prendono posto e mentre si allontanano girano lo sguardo verso la portineria. Il vento soffia ancora forte, la tromba d'aria dista già quasi un'ora, ma quegli occhi sono sempre impauriti. Nella fabbrica dove il problema-sicurezza, per le dimensioni, è sempre all'ordine del giorno, il pericolo  arrivato è invece da una natura sempre più incontrollabile.

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di Valerio Esca
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