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Manifestazione pacifica in Val di Susa, nessun incidente

Tronchesi e cesoie alla marcia No Tav: "Qui c'è tutta l'Italia"


Tronchesi e cesoie alla marcia No Tav: 'Qui c'è tutta l'Italia'
23/10/2011, 21:10

Il taglio simbolico delle reti per restituire ai legittimi proprietari quei lembi di terra stuprati dalle ruspe c’è stato. La violenza, no. Sicuramente saranno rimasti delusi i trombettieri del governo che quasi speravano in una domenica di sangue e fuoco. Umore diametralmente opposto invece sul fronte No Tav, dove la manifestazione di oggi contro il cantiere per la creazione della Torino-Lione ha visto prevalere soltanto la disobbedienza civile. L’unica guerra, immancabile in questi casi, è quella di cifre: “siamo in ventimila” hanno sostenuto gli organizzatori della manifestazione, mentre per la questura i No Tav non superavano le 700 unità. Di certo i grandi numeri riguardano lo spiegamento imponente di forze dell’ordine. Più di 1700 uomini in divisa che hanno presidiato (a distanza) la marcia pacifica nei boschi della Val di Susa. Lavoro intensificato nella mattinata, dove alcuni manifestanti sono stati identificati perché trovati in possesso di tronchesi e cesoie, oggetti valutati come potenzialmente “offensivi”.
Ma di offensivo alla manifestazione c’è stato davvero poco. Le immagini di violenza di appena una settimana fa a Roma hanno lasciato spazio ai bambini e alle donne che sono arrivati sino alla baita, quartier generale del movimento contro l’alta velocità. Tamburi, musica, colori. “Qui c’è l’Italia intera – gridano dai megafoni alcuni organizzatori – quella che non intende piegare la testa davanti alle scelte calate dall’alto”. Non manca il taglio simbolico delle protezioni. Quelle reti che i No Tav giudicano “illegali”, che hanno “rubato” la terra ai legittimi proprietari. Arrivati alla baita c’è tempo per dar via ad una grande festa. Una festa che durerà tutta la notte. L’ennesima di protesta, in Val di Susa, e di certo non sarà l’ultima.

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di Davide Gambardella
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