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TROPPI CERVI E CINGHIALI, I CONTADINI LASCIANO IL BORGO


TROPPI CERVI E CINGHIALI, I CONTADINI LASCIANO IL BORGO
25/08/2008, 09:08

Una situazione diventata insostenibile. La presenza eccessiva di cinghiali, lupi e cervi nel Cilento sta danneggiando in modo consistente le colture agricole. Alcuni abitanti del piccolo borgo rurale di Pruno, frazione di Valle dell’angelo per precauzione sono stati costretti ad abbandonare le loro case. A lanciare l’allarme è il sindaco di Valle dell’Angelo Salvatore Iannuzzi, che sollecitato delle continue lamentele di agricoltori e allevatori ha informato già nei mesi scorsi i vertici del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L'obiettivo è individuare una strategia che limiti i danni provocati dai cinghiali, dai lupi e dai cervi all'interno delle aree protette, dove è vietata l'attività venatoria. Pruno di Valle dell'Angelo è uno dei piccolissimi paesi del salernitano che rischiano di sparire dalla carta geografica. Le case sono poche, sparse tra la vegetazione, a circa 40 chilometri dal già isolato paese di Valle dell’Angelo, con una viabilità che spesso d'inverno impone come unica possibilità l'elicottero. Questo piccolo borgo non esisterebbe nemmeno se cinque famiglie, per un totale di 12 persone, non si sacrificassero in una sorta di esilio volontario. Energia elettrica poco usata, serate passate in compagnia dell'organetto e di tradizionali melodie cilentane, dieta di pane, formaggio e olive, acqua prelevata dalle sorgenti e unico lavoro quello dell'agricoltore o dell'allevatore di bestiame con metodi rigorosamente inizio novecento. Un manipolo di uomini che rifiutando le seduzioni effimere della vita metropolitana ha deciso con ostinazione e coraggio di tramandare ai posteri un esempio di vita connotato di sacrifici e rinunce ma intriso di valori veri come l’amicizia, la solidarietà umana e la fruizione dei beni naturali unicamente per il soddisfacimento di esigenze primarie di vita. Ma ora a Pruno le cose sono cambiate. I cinghiali stanno devastando i campi, i lupi sempre più spesso dimezzano gli allevamenti di bestiame e i cervi, da poco reintrodotti nel parco del Cilento, stanno mettendo seriamente a rischio le coltivazioni di grano e frumento. Sul posto sono già intervenuti i carabinieri che hanno raccolto insieme agli uomini del Corpo Forestale dello Stato le denunce di decine di agricoltori. “Se lo Stato non interviene – minacciano da Pruno – saremo costretti tutti ad abbandonare il borgo. Cinghiali e lupi la notte costeggiano le nostre abitazioni provocando danni e paura”. L’unico al momento a prendere le loro difese è il sindaco Iannuzzi: “Occorre un intervento straordinario dello Stato – spiega il primo cittadino - per garantire e preservare nel tempo questo splendido villaggio rurale. L’auspicio è che il Parco possa determinarsi con efficacia rispetto all’annosa problematica dei danni da fauna garantendo così il giusto equilibrio uomo-natura”.

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di Vincenzo Rubano
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