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Il mistero di Casalvelino. Indagano i carabinieri.

Trova uno scheletro umano nel bosco, è il secondo in un mese


Trova uno scheletro umano nel bosco, è il secondo in un mese
21/11/2009, 10:11


CASALVELINO. Uno scheletro, probabilmente di uomo, è stato trovato ieri mattina, nascosto dalla vegetazione, in una boscaglia in localitá "Rungi" a Casal Velino, a circa un chilometro, in linea d’aria, dal posto in cui il mese scorso fu rinvenuto un altro scheletro non ancora identificato. Il decesso potrebbe risalire ad un periodo che va dai due ai quattro anni fa. Nella zona del ritrovamento che è stato effettuato da un cacciatore del posto, i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania e il sostituto procuratore Francesco Rotondo, hanno compiuto un lungo sopralluogo. Lo scheletro è stato rinvenuto scomposto ed annerito. Un particolare dovuto molto probabilmente alle fiamme di un grave incendio che ha colpito l’intera zona lo scorso settembre. Ma l’ipotesi che si possa trattare di un uomo deceduto durante l’incendio è stata subito esclusa dagli inquirenti. «Se le ossa sono annerite - ha spiegato il capitano Daniele Campa, che sta coordinando le indagini - significa che quando è scoppiato l’incendio lo scheletro era giá lì». Lo scheletro è stato sottoposto a sequestro e trasferito per gli accertamenti presso la sala mortuaria dell’ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania dove questa mattina il medico legale Adamo Maiese eseguirá una perizia dettagliata sulle ossa. Occorrerá circa una settimana per scoprire la causa della morte. Nei prossimi giorni verrá effettuato anche l’esame del dna per confrontarlo successivamente con quello delle ultime persone scomparse nel circondario. Al momento è stato reso noto un solo dettaglio utile alla identificazione: la persona aveva tre capsule dentarie sul lato sinistro della mandibola. Un particolare che potrebbe velocizzare di gran lunga le indagini. La zona in cui è stato trovato lo scheletro per l’aspra morfologia del territorio, è poco praticata dalla gente. Solo dopo l’ultimo incendio, la zona è diventata più accessibile ed è diventata meta soprattutto degli amanti del trekking, di cacciatori e di cercatori di asparagi. Appassionati che spesso arrivano a Casal Velino anche da paesi della provincia e del Napoletano. Per questo non è escludo che il cadavere appartenga a persone che risultano scomparse altrove.  «Ma per il momento - spiega il capitano Daniele Campa - non abbiamo nessun riscontro, solo ipotesi». Allora di chi è quello scheletro? Chi può essere finito in quel terreno abbandonato da anni? Un turista, forse. Oppure un cercatore di asparagi. Ma allora perché nessuno ha mai fatto denuncia? Da una prima ispezione esterna sullo scheletro è praticamente impossibile - spiega il medico legale - verificare se si tratta di una morte violenta o di un incidente. Naturalmente le indagini continuano. Quello che colpisce, comunque, è che a pochissima distanza di tempo un nuovo scheletro è venuto alla luce, ancora una volta in maniera casuale e in un’area abbastanza circoscritta.

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di Vincenzo Rubano
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