Cronaca / Curiosità

Commenta Stampa

Ma nessuno è in grado di decifrarlo, non si sa perchè

Trovato un messaggio in codice della II Guerra Mondiale


Il messaggio in codice e i resti del piccione viaggiatore
Il messaggio in codice e i resti del piccione viaggiatore
24/11/2012, 17:39

INGHILTERRA - A che serve un messaggio in codice se nessuno è in grado di decifrarlo? La domanda non è retorica, dato che è successo in Inghilterra. 
Un giorno David Martin trova nel camino della sua abitazione le ossa di un piccione viaggiatore e una capsula rossa. All'interno della capsula un messaggio apparentemente indecifrabile. Martin si è rivolto a Colin Hill, curatore del museo Pigeons at War di Bletchley Park, il quale a sua volta si è rivolto al quartier generale dei servizi segreti. 
Il punto è che il messaggio non è stato decifrato. Secondo quanto diffuso alla stampa, non è stato possibile risalire alla chiave di decifrazione, cioè il sistema per trasformare gruppi di lettere in parole comprensibili. Le possibili cause sono due: o si è trattato di un sistema elaborato ad hoc per quella specifica missione; oppure si tratta di un sistema poco usato ma molto valido: la decifratura a chiave unica (o One Time Pad code). CIoè il codice è decifrabile solo con una chiave che può essere usata una sola volta. E in questo caso la chiave è conosciuta solo dai due diretti  interessati, cioè chi ha inviato il messaggio e chi doveva riceverlo. Si tratta di qualcosa che oggi non è ricostruibile, dato che quel piccione è uno dei 250 mila usati dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. E quello, in particolare, venne mandato da un agente di stanza in Francia il 6 giugno del 1944, cioè il giorno in cui gli angloamericani sbarcarono in Normandia. 

Per la curiosità dei decifratori dilettanti, questo è il messaggio:

AOAKN HVPKD FNFJW YIDDC
RQXSR DJHFP GOVFN MIAPX
PABUZ WYYNP CMPNW HJRZH
NLXKG MEMKK ONOIB AKEEQ
WAOTA RBQRH DJOFM TPZEH
LKXGH RGGHT JRZCQ FNKTQ
KLDTS FQIRW AOAKN 271525/6


La divisione in gruppi di lettere uguali era una regola, nei messaggi cifrati, per rendere le cose più difficili ai nemici che lo avessero intercettato.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©