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TRUFFA ALLA TOTò A ROMA


TRUFFA ALLA TOTò A ROMA
15/01/2009, 11:01

Potrebbe sembrare la narrazione di una scena del film Totò truffa,ma non lo è.Dalla palazzina di lusso a pochi passi da Villa Borghese, nel centro di Roma, al finto giardiniere che accoglie gli ignari acquirenti fino alla documentazione necessaria alla compravendita, tutto vero. Il raggiro alla Totò ha come ambientazione la capitale e come protagonisti ed acquirenti una ricca famiglia di imprenditori avellinesi che pensavano di aver fatto un vero e proprio affare aggiudicandosi per 4,5 milioni di euro una palazzina dei primi del '900 a due passi da Villa Borghese. La famiglia e' invece caduta nella rete di quattro esperti truffatori, arrestati poi dalla polizia, che hanno venduto la villetta di tre piani pur non essendone i proprietari.

Un'operazione pianificata in ogni dettaglio e il sistema messo su dal gruppo di truffatori non lasciava nulla al caso. Le indagini del commissariato Castro Pretorio diretto da Massimo Improta, hanno portato all' arresto di Gian Vittorio Pellegrini, 40 anni, che secondo gli inquirenti era la mente del raggiro. In manette anche Andrea Spano, 43 anni, agente immobiliare, la sorella Marina di 49 e Angelo Atzori, 68 anni, noto esponente del Movimento per l'autonomia sarda. Gli investigatori, coordinati da pm Mario Dovinola della Procura di Roma, oltre al sequestro dell'immobile hanno recuperato circa 800 mila euro in assegni circolari finiti in parte su un conto di un istituto di credito di Spalato in Croazia. L'immobile, di proprietà della famiglia Guarnieri, titolare a Roma di numerose strutture sanitarie, era inutilizzato da più di un anno e mezzo. Il primo ad entrare in scena è stato Andrea Spano, nel febbraio dello scorso anno, quando ha proposto alla famiglia avellinese la palazzina il cui valore è stimato in 18 milioni di euro, per poco meno di 5 milioni di euro: un vero affare da concludere in fretta.

Convinta la famiglia ad acquistare l'immobile, situato in via Pinciana, è arrivato Gian Vittorio Pellegrino che si presenta agli acquirenti come l'ingegnere Massimiliano Bianchi, incaricato dalla famiglia Guarnieri a curare la compravendita della villetta. La sua procura a vendere è però del tutto fasulla, riprodotta con grande perizia dalla sorella di Spano. L'atto di vendita viene regolarmente effettuato da un notaio, secondo gli inquirenti totalmente ignaro della truffa. Un piano quasi perfetto: a tradire la banda, però, è stato l'estratto conto giunto alla vera amministratrice dell'immobile che si è trovata un conto corrente a suo nome di cui ignorava l'esistenza e sul quale erano transitati 4,5 milioni di euro ed ha avvertito la polizia.

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di Redazione
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