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Truffa allo Stato, 4 arresti e 15 denunciati


Truffa allo Stato, 4 arresti e 15 denunciati
10/11/2009, 09:11


NAPOLI - Con l’esecuzione all’alba odierna di quattro ordinanze di custodia in carcere a Napoli, Alcamo (TP), Avellino ed Enna si chiudono due anni di complesse indagini che hanno consentito al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Avellino di portare alla luce un articolato sistema di truffa ai danni dello Stato finalizzato all’indebita percezione di contributi pubblici.
Gli accertamenti di polizia giudiziaria, scaturiti da una iniziale segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma, sono stati condotti con il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Avellino e si sono incentrati su ben 12 società (9 con sede in Avellino e 3 ubicate in Sicilia) beneficiarie di contributi per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.
L’attività d’indagine, confluita in quella che è stata definita “operazione VIACOLVENTO“, ha consentito di delineare le responsabilità penali di 15 persone fisiche, tutte deferite, a vario titolo, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino per l’illecita percezione di contributi pubblici a mezzo atti e documenti falsi e di dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà falsi (articolo 640 bis del codice penale).
Attesa la configurazione a loro carico del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata (articolo 416 del codice penale), per quattro soggetti denunciati, tale V.O. (di anni 62) di Napoli, tale N.V. (di anni 52) di Alcamo (TP), tale R.F. (di anni 42) di Avellino, ed infine tale D.V. (di anni 46) di Enna, è scattata anche l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere che, emesse lo scorso 12.11.2009, sono state eseguite all’alba di oggi, con un intervento contestuale delle Fiamme Gialle di Avellino (coadiuvate dai reparti del Corpo alla sede per quanto riguarda in due interventi in Sicilia) presso le abitazioni dei quattro soggetti in Napoli, Alcamo, Avellino ed Enna (le due persone tratte in arresto in Campania sono state associate alla Casa Circondariale di Bellizzi del capoluogo irpino).
Le indagini portavano altresì alla configurazione di un’ulteriore ipotesi di reato per associazione a delinquere a carico del dirigente dell’istituto di credito che aveva curato l’istruttoria e l’erogazione dei contributi, tale D.V. (di anni 54) di Milano, ma nei suoi confronti non veniva disposta alcuna misura cautelare per l’insussistenza del requisito della gravità indiziaria alla base dell’emissione del provvedimento restrittivo. In relazione dall’attività fraudolenta posta in essere dai rispettivi rappresentanti legali, nei confronti delle 12 società coinvolte (nove delle quali con sede in Avellino e tre in Sicilia) è altresì scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’applicazione delle misure previste dal decreto legislativo nr. 231/2001 (“responsabilità delle società per illecito penale degli organi apicali”) atteso il vantaggio economico scaturito a seguito dell’illecita condotta dei soggetti denunciati.
Il meccanismo di frode vedeva le diverse società, tutte facenti capo ai medesimi soggetti o comunque gestite in maniera coordinata, attestare formalmente da una parte la titolarità dei terreni su cui sarebbero dovuti esser allocati i parchi eolici e dall’altra le disponibilità finanziarie da destinare al progetto. La titolarità dei terreni, all’atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni mentre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il tutto avveniva attraverso un complicato meccanismo in base al quale il “gruppo” cercava di mostrare una maggiore capienza di fondi della società che in quel momento stava chiedendo il contributo mediante fittizie assegnazioni di capitali provenienti dall’estero (in massima parte dal Regno Unito) che, in realtà, corrispondevano all’importo del contributo già ottenuto da un’altra impresa, ivi trasferito non appena erogato.
A seguito delle informative nel tempo presentate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino, così come corroborate dalle numerose acquisizioni documentali eseguite in Avellino, Roma, Napoli, Milano, Taranto, Enna ed Alcamo e dagli esiti di rogatorie internazionali condotte in Olanda, Spagna ed Inghilterra, la Procura della Repubblica di Avellino ha disposto diversi sequestri preventivi d’urgenza, ai sensi dell’articolo 321 (terzo comma bis) del codice di procedura penale, come qui di seguito specificato:
- in data 08.05.2007, sequestro preventivo d’urgenza eseguito in Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare la concessione del contributo (ai sensi della legge nr. 488/1992) per un ammontare totale di euro 9.426.829, all’epoca concesso ma non ancora erogato (sequestro convalidato interamente dal G.I.P. di Avellino);
- in data 09.10.2008, sequestro preventivo d’urgenza eseguito in Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare la concessione del contributo (ai sensi della legge nr. 488/1992) per un ammontare totale di euro 19.675.511, all’epoca concesso ma non ancora erogato (sequestro convalidato dal G.I.P. di Avellino per la somma di euro 15.610.691, ad esclusione delle somme relative ad un unico progetto dell’importo di euro 4.064.820 la cui erogazione era stata nelle more, d’iniziativa, già bloccata direttamente dal Ministero);
- in data 09.10.2008, sequestro preventivo d’urgenza eseguito contestualmente in otto comuni nelle province di Catania, Siracusa, Sassari e Palermo relativamente a sette parchi eolici per un totale di 185 turbine eoliche (le caratteristiche “pale”) e per un valore totale di euro 153.227.516 (sequestro interamente convalidato dal G.I.P. di Avellino) come segue:
1. parco eolico composto da 28 turbine eoliche site nel Comune di Carlentini (SR), per un valore di euro 25.122.132;

2. parco eolico composto da 29 turbine eoliche site nel Comune di Carlentini (SR), per un valore di euro 24.743.585;

3. parco eolico composto da 18 turbine eoliche (per un valore di euro 14.322.634) site nel Comune di Militello Val di Catania (CT) e da ulteriori 11 turbine eoliche (per un valore di euro 8.752.721) site nel Comune di Mineo (CT), per un complessivo valore di euro 23.075.356;

4. parco eolico composto da 30 turbine eoliche site nel Comune di Vizzini (CT), per un valore di euro 21.964.506;

5. parco eolico composto da 26 turbine eoliche site nel Comune di Ploaghe (SS), per un valore di euro 20.585.132;

6. parco eolico composto da 24 turbine eoliche site nel Comune di Camporeale (PA), per un valore di euro 19.109.938,18;

7. parco eolico sito in parte nel Comune di Partinico (PA) composto da 10 turbine eoliche (per un valore di euro 10.000.000) ed in parte nel Comune di Monreale (PA) composto da 9 turbine eoliche (per un valore di euro 8.627.000), il tutto per un complessivo valore di euro 18.627.000.

In tutti i casi elencati, la disposizione legislativa violata è la legge 19 dicembre 1992 nr. 488 che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell’Unione Europea (previste nel quadro comunitario di sostegno per le aree “Obiettivo 1 - Regione Campania”), uno strumento di incentivazione tra i più importanti anche nell’ottica di stimolare l’attività produttiva delle aree depresse del paese e favorire l’attuazione di progetti d’investimenti organici e funzionali da parte delle imprese operanti nei settori del commercio, del turismo, dell’industria e dei servizi in genere.

Gli incentivi alle imprese richiedenti vengono concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso bandi di gara. Nella concessione dei finanziamenti il Ministero si avvale di una banca concessionaria, scelta dall’impresa richiedente (sulla base di un elenco aggiornato ed allegato alla circolare ministeriale nr. 946470 in data 05.12.2003) cui viene attribuito il potere/dovere di effettuare l’istruttoria e le valutazioni economico-patrimoniali (affidabilità imprenditoriale dell’impresa richiedente e prescrizioni dettate nel decreto provvisorio), con potestà di operare in nome e per conto del Ministero.
In tale contesto sono state avviate attività ispettive di carattere amministrativo nei confronti di 3 soggetti economici destinatari di contributi ex legge nr. 488/1992, aventi tutti sede legale ed amministrativa in Avellino: tutte le società sono risultate direttamente e/o indirettamente riconducibili a medesime persone fisiche.

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di Redazione
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