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TRUFFA DA 4 MILIONI DI EURO SCOPERTA DALLA GUARDIA DI FINANZA DI SAPRI


TRUFFA DA 4 MILIONI DI EURO  SCOPERTA DALLA GUARDIA DI FINANZA DI SAPRI
14/01/2009, 09:01

 

La Guardia di Finanza di Sapri, nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio disposte dal Comando Provinciale di Salerno, a seguito di lunghe e complesse indagini coordinate dalla procura della repubblica di Sala Consilina, ha messo a segno una vasta operazione che ha portato alla scoperta di una maxi frode ai danni dello stato e della comunità europea per un ammontare di circa 4 milioni di euro.  
I militari delle fiamme gialle hanno svolto una pregnante attività info-investigativa nell’ambito della quale hanno rivolto la loro attenzione alle modalità di impiego dei finanziamenti comunitari, statali e regionali ottenuti da società del basso Cilento impegnate nella attività dell’itticoltura.
I notevoli finanziamenti ottenuti da tali società infatti, sarebbero dovuti servire per la realizzazione di sofisticati impianti di allevamento e confezionamento di prodotti ittici, che avrebbero assicurato lavoro stabile a molte unità lavorative e il conseguimento di un considerevole volume d’affari in grado di generare un elevato rilancio patrimoniale e un notevole sviluppo economico a beneficio del basso Cilento.
Tuttavia, dalle indagini svolte dai militari della tenenza della Guardia di Finanza di Sapri, è stata portata alla luce una realtà’ ben diversa, costituita non dal rilancio e dallo sviluppo economico che sarebbe dovuto derivare dai fondi comunitari e statali, ma da un fitto sistema di frode.
E’ stato, infatti, appurato che gli elevati importi oggetto di finanziamento erano stati in buona parte distratti dalla legittima destinazione (la realizzazione dell’impianto di itticoltura), per essere riversati in impieghi completamente diversi e attinenti alla sfera meramente personale di taluni dei soggetti coinvolti.
In tale contesto, l’azione della Guardia di Finanza, in sintonia d’intenti con la Procura della repubblica di Sala Consilina, si è tempestivamente dispiegata in attività di indagine aventi ad oggetto tutte le situazioni caratterizzate da possibili profili di illegalità.
 
Le ipotesi di reato su cui attualmente si indaga sono gravi ed eterogenee: si passa dalla truffa aggravata ai danni dello stato e della comunità europea, ai reati di falsità ideologica in atti pubblici, abuso d’ufficio e corruzione.
A questo elenco deve inoltre aggiungersi una serie di reati in materia fiscale, quali: dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false, omessa dichiarazione fiscale, occultamento e distruzione di documenti contabili.
Nell’ambito delle attività di indagine sono state passate al setaccio diverse centinaia di fatture e di documenti: sono stati sentiti circa 150 testimoni e sono stati esaminati i bilanci e le dichiarazioni di circa 20 società e ditte individuali, aventi sedi nel Basso Cilento tra Santa marina ed Ascea.
Il meccanismo di frode su cui è stata fatta luce è stato posto in essere non solo da società di capitali che hanno costituito una vera è propria “holding del malaffare”, ma anche da società di fatto inesistenti, in gergo denominate “società cartiere”, perché aventi come unica attività quella di produrre fatture e altri documenti fiscali falsi utilizzati per giustificare operazioni finanziarie fittizie.
il fulcro della frode è costituito proprio dalla fittizietà di queste operazioni, corroborate da documentazione fiscale e amministrativa altrettanto fittizia (sono infatti state scoperte fatture fiscali per operazioni inesistenti per quasi 11 milioni di euro).
L’attività delittuosa è stata, inoltre, favorita dalle condotte omissive poste in essere da funzionari pubblici (dipendenti provinciali, regionali, di enti pubblici e di istituti di credito) ed imprenditori locali per un totale di 80 persone denunciate all’autorità giudiziaria.
I fatti che si sono appalesati a seguito dell’attività investigativa sono allarmanti e quanto mai forieri di nuovi e clamorosi sviluppi; infatti la copiosa documentazione sequestrata nel corso delle numerose perquisizioni eseguite dai militari della Guardia di Finanza in abitazioni private, presso aziende ed uffici pubblici, potrebbero contenere nuovi filoni di indagine tali da scuotere tutto il Golfo di Policastro ed il basso Cilento.
In questa fase le risultanze vengono vagliate attentamente dai p.m. della procura della repubblica di Sala Consilina, i quali dopo aver valutato minuziosamente il quadro complessivo dei fatti emersi, hanno emesso numerosi avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati coinvolti nei fatti a carico, tra l’altro, anche di persone che ricoprono (o hanno in passato ricoperto) cariche politiche presso gli enti locali del Golfo di Policastro.

 

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di Redazione
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