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L'indagine è stata portata avanti dalla Gdf di Caserta

Truffa online da 64 milioni di euro a migliaia di medici

Arrivavano opuscoli a professionisti che firmavano contratti

Truffa online da 64 milioni di euro a migliaia di medici
04/02/2013, 19:29

CASERTA - La Guardia di finanza di Caserta ha scoperto una maxi truffa da 64 milioni di euro che ha colpito decine di migliaia di medici italiani. Ai medici venivano inviati opuscoli promozionali con un modulo di iscrizione e l'aggiornamento delle notizia in una banca dati online, a prima vista gratuita. Agli opuscoli era allegata una lettera da compilare. Bastava riempire gli spazi e rispedire gli opuscoli insieme a questo modulo in allegato, una volta compilato. Opuscoli informativi apparentemente innocui portavano con sé una sorta di contratto che i medici inconsapevolmente stipulavano. Un contratto di 3 anni che costava ai professionisti 1300 euro l'anno.
La Guardia di finanza per ora ha denunciato due donne, una di origine svizzera e l'altra italiana, dipendente delle Poste, già nota alle forze dell'ordine per reati simili. Si tratta di un'indagine partita nel mese di agosto 2011 dalla denuncia di un medico. Il raggiro è stato realizzato tramite un sito internet di proprietà di una società portoghese e mediante l'uso di una casella postale ubicata presso la filiale di Poste italiane di Lodi, intestata alla cittadina svizzera residente in Portogallo. Come già specificato, i professionisti si vedevano recapitare opuscoli promozionali con un modulo di iscrizione. In allegato anche una lettera che faceva pensare alla possibilità di rescindere dal contratto in maniera gratuita con una x in uno spazio apposito. Tutti i medici hanno rispedito gli opuscoli con il modulo che doveva liberarli dalla truffa, mentre invece era proprio quel segno che li obbligava a versare 1300 euro l'anno per tre anni. Molti professionisti hanno minacciato di recarsi dai finanzieri, vedendosi ridurre la somma annuale di 300 o 500 euro, in un primo momento. Poi sono scattate le indagini ed è intervenuta anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha stabilito che si trattava di pubblicità ingannevole e ha inflitto alla società portoghese la sanzione pecuniaria di 100 mila euro.

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di Emanuele De Lucia
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