Cronaca / Soldi

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Avviso di garanzia per Cozzolino, candidatura a rischio

Truffe su energia pulita, arresti alla Regione Campania


Truffe su energia pulita, arresti alla Regione Campania
28/04/2009, 16:04

Dietro il progetto di costruire una centrale per la produzione di energia derivante dalle biomasse si nascondeva una fitta rete di corruzioni e favoritismi, che ha coinvolto funzionari ed amministratori pubblici in un giro di denaro quantificabile in 6.8 milioni di euro. E’ quanto hanno accertato le fiamme gialle di Caserta, che questa mattina hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare: 14 in Campania, 4 nel Lazio, 3 in Emilia Romagna e 2 in Lombardia. Coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, le indagini hanno portato alla luce una serie di reati tra cui l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione Campania, corruzione di pubblici ufficiali, la rivelazione di segreti d’ufficio e la realizzazione di falsità in atti pubblici.

I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Caserta hanno smascherato quello che a tutti gli effetti si può definire un sodalizio criminale che vedeva al vertice due imprenditori laziali, Renzo Bracciali e Gianpiero Tombolillo, che avevano costituito tre società (Biopower Spa, Natural Energy Srl ed Energetich Srl) per la costruzione di centrali per la produzione di energia.

Al centro dell'inchiesta soprattutto la realizzazione del sito di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Grazie alle indagini si è potuto appurare il coinvolgimento di alcuni funzionari della Regione Campania e del personale del Genio Civile. In particolare, è stato accertato il coinvolgimento di funzionari dell’assessorato alle Attività produttive della Regione Campania e lo stesso assessore Andrea Cozzolino (nella foto) è stato raggiunto da un avviso di garanzia; il loro ruolo era di adottare i provvedimenti di autorizzazione e di indire le conferenze dei servizi per definire i procedimenti amministrativi utili per la realizzazione delle centrali. Coinvolto anche personale del Genio civile di Caserta che aveva il compito di rilasciare le autorizzazioni antisismiche sui lavori di costruzione della centrale biotermica di Pignataro Maggiore e di altre amministrazione pubbliche interessate territorialmente alla realizzazione di questi impianti.

Merce di scambio, come accade in questi casi, denaro contante oppure posti di lavoro. Era questo il prezzo che il sodalizio pagava per ottenere segreti di ufficio o la falsificazione di documenti. La tentata truffa ai danni della Regione Campania, secondo le indagini, ammonta a circa 6.8 milioni di euro, che sarebbero stati utili per la costruzione della centrale di Pignataro Maggiore. Secondo quanto accertato, i funzionari della Regione Campania avrebbero reso dichiarazioni false con le quali attestavano che l'area Sviluppo Srl (parte alienante del terreno su cui sarebbe sorta la centrale) e la Biopower Spa (parte acquirente del terreno) non avevano reciproche partecipazioni societarie come previsto, pena l'inammissibilità dal bando Por.

Bracciali e Tombolillo avevano anche eluso le norme antisismiche mettendo a libro paga due funzionari del Genio Civile che avevano permesso di aggirare il decreto 2008 in materia, facendo realizzare la centrale secondo le norme del 2005, più blande. I lavori per la costruzione della centrale a biomasse di Pignataro sono partiti un anno e mezzo fa. La centrale dovrebbe bruciare rifiuti selezionati per la produzione di energia. Come ristoro per i danni ambientali causati dalla centrale il Comune di Pignataro riceverà 300.000 euro all'anno per 30 anni. 

Nell’elenco delle 23 persone destinatarie di ordinanza di custodia cautelare spicca il nome di Vincenzo Guerriero, dirigente del settore attività produttive della Regione, che, secondo la Guardia di Finanza, ha adottato provvedimenti favorevoli alle società riconducibili ai due imprenditori laziali Bracciali e Tombolillo, in cambio di un posto di lavoro per il figlio, Francesco Guerriero, che avrebbe ricoperto l’incarico di progettazione nel team project relativo alla costruzione della centrale di Pignataro Maggiore. Dietro le sbarre anche Fulvio Scia, applicato nell’organico del settore attività produttive della Regione Campania, che ha curato, da consulente, le istruttorie nei procedimenti riguardanti le società gestite da Tombolillo rivelandogli notizie riservate. Altro destinatario dell'ordinanza è il coordinatore della segreteria particolare dell'assessorato regionale Eugenio Di Santo, accusato di rivelare i nominativi dei funzionari di volta in volta preposti alle istruttorie riguardanti le imprese o di componenti di commissioni per procedimenti di interesse delle società. Le indagini eseguite dagli uomini della Guardia di finanza di Caserta hanno permesso di ricostruire i ruoli dell'assessore provinciale di Caserta Francesco Capobianco e quello dei funzionari del Genio civile di Caserta, Michele Testa e Mario Pasquariello, destinatari della misura cautelare in carcere.

Si dicono tranquilli Gianfranco Nappi e Andrea Cozzolino, sorpresi dall’indagine che si è abbattuta sui funzionari della Regione Campania. Entrambi avrebbero ricevuto un avviso di garanzia, atto dovuto per procedere alla perquisizione dei rispettivi uffici. In una nota, Nappi sottolinea che “sono nel modo più assoluto estraneo ai fatti che hanno dato luogo alla perquisizione, come confermato del resto dall’esito negativo della stessa. Nel doveroso rispetto della giustizia, sono fiducioso che verrà fatta al più presto chiarezza e il prosieguo delle stesse indagini dimostrerà che nulla mi può essere addebitato”.

Andrea Cozzolino è anche in corsa per la candidatura alle europee nelle liste del Pd, e forse questa bufera, con l’arresto di tre suoi strettissimi collaboratori, potrebbe causare non pochi problemi. Sul tavolo del segretario del Pd, Dario Franceschini, c’è la bollente questione: la candidatura di Cozzolino, le cui deleghe sono passate nelle mani di Bassolino, pro tempore, alle Europee nel collegio Sud è seriamente a rischio. Il problema nasce soprattutto dal fatto che c’è anche un altro candidato indagato: si tratta dell’ex assessore alla Sanità Angelo Montemarano, sul quale le forze dell’ordine stanno effettuando accertamenti in merito a presunti illeciti relativi alla costruzione dell’ospedale del Mare. 
 
Sono 23 le persone arrestate oggi su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per l'operazione Biopower. In manette l'ex assessore provinciale di Caserta, e attuale consigliere comunale di Caserta, Franco Capobianco (agli arresti domiciliari); l'ingegnere Italo Verzillo, per aver redatto un certificato antisismico in base ad una legge del 2008 anziche' del 2005; Franco D'Alonzo, consigliere di maggioranza del comune di Pignataro Maggiore; due imprenditori laziali: Renzo Bracciali e Giampaolo Tombolillo, titolari di tre societa' del settore, tra cui la Biopower; Vincenzo Guerriero e Fulvio Scia, del settore attivita' produttive della Regione Campania; Eugenio di Santo, ex consulente della Efi Campania, societa' 'in house' della Regione Campania; il funzionario della Regione Campania Giuseppe Ragucci; Giovanni e Tommaso Verrazzo, padre e figlio, imprenditori; Michele Testa e Mario Pasquariello, funzionari del Genio civile di Caserta; Renzo Fiorini di Roma; Giuseppe Esposito di Casoria (Napoli), assessore in carica ai Lavori Pubblici del Comune di S.Maria Capua Vetere (al quale stamattina e' stato revocato l'incarico); i tecnici Gianluigi Fregosi (di Lecco) e Giacomo Scacciante (Vimodrone, Mi); tre tecnici progettisti delle societa' di Bracciali e Tombolillo: Giovanni Bassi, Marco Pietro Stella e Alessandro Salvini; un consulente del gruppo Bracciali, Silvia Fiorani (di Roma) e Margherita di Vincenzo.

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di Nico Falco
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