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La moglie della vittima:"Siamo disperati"

Tucci:"Costretto a vendermi un rene per colpa di Pdl ed An"


Tucci:'Costretto a vendermi un rene per colpa di Pdl ed An'
17/11/2010, 18:11

ROMA - "Non ce la facciamo più, siamo sul lastrico da troppo tempo e, i carnefici di mio marito Leonida, continuano a tentare di deblitarci, intimorirci, infangarci e negarci in ogni modo il diritto di riprenderci la nostra vita". Si sfoga così Giulia Ruggeri, moglie del giornalista di Leonida Maria Tucci; il giornalista mobbizzato al Senato della Repubblica e da anni in attesa di una giustizia che sembra poter esistere solo per i potenti-prepotenti.
La famiglia Tucci è stremata dagli interminabili processi e dall'ultima, gravissima operazione ritorsiva ordita dai noti personaggi ex aennini ed ex forzisti che abbiamo più volte nominato ed invitato ad un doveroso esame di coscienza.
"I nostri carnefici hanno fatto ammalare gravemente Leonida, lo hanno ridotto in condizioni di non poter più lavorare (ammesso e non concesso che un altro lavoro, a 41 anni e con questi chiari di luna, si possa trovare...) - continua la signora Tucci -  E questo non lo diciamo noi, ma la certificazione del Centro antimobbing della Asl di Pescara (struttura pubblica dove operano fior di esperti e di specialisti in materia) e la mole, schiacciante e incontrovertibile, di documentazione medica. Poi lo hanno licenziato in maniera illegale, illegittima, ritorsiva, discriminatoria e ingiusta, per ben due volte nel giro di circa sei mesi senza nemmeno uno straccio di lettera di licenziamento".
Al mobbing, al licenziamento, alle ritorsioni e ad una stampa nazionale del tutto disinteressata ad un caso così eclatante di illegalità perpretata proprio all'interno del Senato della Repubblica, è seguito l'inevitabile tracollo economico che Ruggeri ha più volte denunciato:"ci hanno messi sul lastrico, ci hanno sbattuti in mezzo ad una strada. Siamo dovuti andare al Monte dei Pegni ad impegnarci i beni che avevamo (dalle fedine di fidanzamento alle crocette dei battesimi dei nostri due bimbi, una femmina di 8 anni e un maschio di 5) e li abbiamo persi, perché non abbiamo avuto i soldi per riscattarli. Siamo dovuti andare alla Caritas. Abbiamo chiesto dei sussidi alla Regione Lazio e al Comune di Rocca Priora, ma finora, per motivi burocratici, non è arrivato nulla. Infine, i nostri aguzzini sono intervenuti per impedire il riconoscimento della malattia professionale di Leonida da parte dell'Inail, che, oltre a spettarci di diritto, poteva darci una boccata d'ossigeno dal punto di vista economico (e sono intervenuti proprio per questo: per prenderci per fame, per tenerci sotto schiaffo, e costringerci ad accettare un'elemosina, un piatto di lenticchie). Quindi non abbiamo più i soldi per campare e siamo oberati dai debiti".
Da questa situazione assurda, ingiusta, disperata ed unica nel suo genere dato il soggetto che l'ha causata, è arrivata la drammatica scelta del signor Tucci:"An ed il Pdl mi hanno tolto la vita ed io adesso sono costretto a vendermi un rene per riprendermela".

I DOCUMENTI DEL CENTRO ANTIMOBBING DI PESCARA ED INAIL
Oltre alle denunce verbali, alla rabbia, alla facile solidarietà di chi legge, sgrana gli occhi e qualche minuto dopo dimentica, abbiamo deciso di allegare tramite una fotogallery i documenti ufficiali che lasciano pensare ad una vera e propria operazione ritorsiva nei confronti del sig. Tucci. Vi invitiamo dunque a scorrere le tre foto presenti nella galleria fotografica leggendo le didascalie dedicate ad ogni documento. Il dato lampante che emerge è che, pochi mesi fa, l'Inail ha inspiegabilmente deciso di contraddire  la diagnosi rilasciata dal centro antimobbing di Pescara nel dicembre 2007. Diagnosi che attestava il nesso di causalità tra la malattia professionale e le condizioni lavorative pregresse del sig. Tucci.
Inoltre, agli ispettori dell'Inail inviati per verificare la sussistenza del suddetto nesso di casualità, è stato negato ogni accesso al Senato e quindi ogni dialogo diretto con il datore di lavoro (sulla buona fede del quale, dunque, sorge più di qualche dubbio). 
Intanto, la stampa blasonata, continuerà a parlare di Ruby-Rubacuori e, i proprietari dei vari locali patinati della penisola, continueranno ad invitarla e a presentarla come "vip". Qualche "alternativo" che si fa paladino dell'informazione libera, scomoda e sempre sull'orlo della censura, avrà in ultimo la brillantissima ed originale idea di far leggere a Gianfranco Fini e Pier Luigi Bersani il compitino sui valori della defunta sinistra e dell'inesistente destra. Tutto continuerà ad andare come non deve andare, finchè qualcuno che conta ed ha potere deciderà che è il momento di agire.

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di Germano Milite
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LE ALTRE FOTO.
Il documento del centro Antimobbing di Pescara che conferma il rapporto causale tra la malattia professionale ed il mobbing subito dal sig.Tucci
Per l'Inail, inspiegabilmente, il nesso di causalità non sussiste
L'ultimo documento dell'Inail che, inspiegabilmente e clamorosamente, sconfessa quello precedente del centro Antimobbing