Cronaca / Sanità

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Gli esperti: "E' inutile le nostre terapie all'avanguardia"

Tumori: centinaia di viaggi della speranza a Cuba

Per curare la leucemia col veleno di scorpione

Tumori: centinaia di viaggi della speranza a Cuba
19/10/2011, 18:10

MILANO - Viaggi della speranza verso Cuba per curare una leucemia col veleno di scorpione. Il tutto, quando in Italia si usano già terapie all'avanguardia, che permettono una sopravvivenza del paziente finora insperata. Lo racconta Michele Baccarani, direttore del dipartimento di ematologia di Bologna, a margine del congresso nazionale della Società italiana di ematologia che si chiude a Napoli. Ad esempio «la leucemia promielocitica - dice Baccarani - viene ora curata utilizzando un derivato della vitamina A insieme con piccole dosi di arsenico, veleno antichissimo utilizzato in medicina già all'epoca di Ippocrate. In questo modo evitiamo ai pazienti il ricorso alla chemioterapia. Sappiamo che anche dall'Italia c'è chi effettua viaggi della speranza a Cuba per curarsi con il veleno di scorpione, terapia che sul piano tecnico non serve a niente. Come a niente sono servite in passato altre terapie come il siero Bonifacio o la cura Di Bella: la sperimentazione clinica è indispensabile, perchè resta a garanzia dei pazienti». Come hanno ricordato gli esperti, studi e ricerche sempre più approfonditi hanno modificato in dieci anni lo scenario terapeutico dei tumori del sangue. «L'impiego dei farmaci biologici ha permesso agli ematologi di raggiungere livelli di sopravvivenza superiori all'80 per cento per la leucemia linfatica acuta del bambino e per alcune forme di leucemia dell'adulto». Terapie che rappresentano «un'opportunità e una novità - conclude Fabrizio Pane, presidente della Società italiana di ematologia e direttore dell'ematologia del Policlinico federiciano di Napoli - perchè l'uso di queste molecole che ci dà la possibilità di curare i malati nella maniera migliore e con la minore tossicità possibile».

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di Valerio Esca
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