Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Intanto da Israele arrivano i primi aiuti umanitari

Turchia: 13enne estratto vivo dalle macerie dopo 108 ore

E' Ferhat Tokay. Salvato ad Ercis, la città più colpita

Turchia: 13enne estratto vivo dalle macerie dopo 108 ore
28/10/2011, 09:10

ANKARA – Ha resistito oltre 108 ore sotto le macerie del terremoto. In Turchia, dove stanno continuando le operazioni di soccorso dopo il sisma che ha messo in ginocchio la parte est del Paese, è stato tratto in salvo un 13enne, Ferhat Tokay, dopo circa 5 giorni trascorsi da incubo, nel freddo e tra le rovine. Le condizioni del fortunato sono state definite “soddisfacenti”, ma comunque il ragazzino è stato ricoverato in ospedale per ulteriori accertamenti. Siamo ad Ercis, la città più colpita dal terremoto di domenica scorsa nella provincia di Van, al confine con l’Iran: qui ad ostacolare il lavoro dei soccorritori e ad aggravare le condizioni dei terremotati ora c’è anche la prima neve dell’inverno. Dopo le gelide piogge, infatti, la neve non facilita la possibilità di trovare altri sopravvissuti, perché va ad accrescere invece i rischi di ipotermia dei sepolti vivi.
Intanto, la tragedia di questo terremoto fa scattare la solidarietà di Paesi come Israele e Armenia, con cui la Turchia è in attrito, contribuendo così a creare un clima meno teso. Ciò che preoccupa, però, è la mancanza di stime ufficiali: i morti accertati per il momento sono 523, mentre 1.650 i feriti. Dati che però possono mutare da un momento all’altro. È una dura realtà quella con cui stanno facendo i conti i sopravvissuti, a causa soprattutto delle temperature rigide. Buona parte di essi vivono nelle tende di rifugio, anche se ieri sono arrivati i primi aiuti: si tratta di 5 prefabbricati offerti da Israele. Anche l’Armenia, in lite con Ankara per questioni geopolitiche, ha deciso di contribuire con l’invio di 40 tonnellate di tende e coperte.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©