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Ankara riprende i bombardamenti contro il gruppo separatista

Turchia: i raid aerei uccidono 100 combattenti del Pkk

Erdogan: “Le operazioni militari turche continueranno”

Turchia: i raid aerei uccidono 100 combattenti del Pkk
23/08/2011, 12:08

ANKARA - Tra i novanta e i cento combattenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) sono stati uccisi nel nord Iraq dai raid degli aerei turchi. Autori di questa strage, così come riportato da Al Jazeera, sono stati i militari turchi: Ankara, infatti, mercoledì scorso ha ripreso i bombardamenti contro le basi del gruppo separatista, dopo una pausa di oltre un anno, come forma di risposta ad un attacco del Pkk che aveva ucciso nove soldati nella Turchia sud orientale. Domenica scorsa, inoltre, sette iracheni sono stati uccisi in un raid aereo turco vicino a Qalat Dizah nell’Iraq settentrionale anche se Ankara non ha confermato l’attacco, mentre risulta essere di 132 il numero degli obiettivi colpiti dai raid aerei in soli sei giorni. Volendo stilare delle cifre sommarie, risulterebbe che oltre 40.000 persone sono state uccise dal 1984, anno in cui il Pkk ha preso le armi per rivendicare l’indipendenza del Kurdistan. Attualmente il Pkk è considerato un gruppo terroristico da Turchia, Stati Uniti e Unione europea.
Intanto queste operazioni militari turche contro i fuorilegge del Partito PKK continueranno nonostante le critiche dei politici curdi in Turchia e l’Iraq: a confermarlo è stato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, che alle richieste di alcuni politici turchi di fermare le operazioni militari ai danni del PKK ha risposto così: “Nessuno può dirci che il governo deve smettere di portare avanti queste operazioni. Effettuiamo queste operazioni per la pace della nazione che è il diritto più naturale del governo. Si tratta di un obbligo e noi faremo tutto il possibile. Coloro che sperano che si ritorni al passato sono in attesa di nulla”.

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di Antonio Formisano
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