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Manifestazione della Fiom: circa 50.000 persone

Tute blu in piazza: “Contro il governo delle banche”

Momenti di tensione: gli studenti alla sede dell’Inps

Tute blu in piazza: “Contro il governo delle banche”
09/03/2012, 20:03

ROMA - In piazza con il popolo dei No Tav. E’ con lo slogan “Democrazia al lavoro” che è partito il corteo della Fiom: si tratta dello sciopero generale di otto ore, annunciato già nei giorni scorsi dai metalmeccanici della Cgil, organizzato a Roma.  Due i temi di fondo dell’iniziativa: la difesa dei diritti e dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e la riconquista del contratto nazionale di categoria, contro le scelte della Fiat e dell’amministratore delegato Sergio Marchionne.
Il corteo è partito con in testa il segretario generale delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini: presenti alla manifestazione anche il movimento No Tav e l’IdV. Alla base della piattaforma anche la richiesta di estendere l’occupazione e gli ammortizzatori sociali, introdurre un reddito di cittadinanza, cancellare l’articolo 8 della scorsa manovra estiva, mettere in campo un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per creare lavoro e cambiare il modello di sviluppo. 
“Via il governo di banche e Confindustria per un governo dei lavoratori”, “Giù le mani dall’art.18”, “No alla Padania padrona”si legge su alcuni cartelli issati dai manifestanti. Tra le bandiere sventolate, molte dell’Idv e di Rifondazione. Piccola rappresentanza, invece, del Partito Democratico, che ha deciso di disertare la manifestazione dopo che la Fiom ha invitato sul palco alcuni rappresentanti dei No Tav. A titolo personale è presente il senatore del Pd, Vincenzo Vita che ha detto: “Il mio partito purtroppo non ha capito che questa è una manifestazione per la difesa del lavoro non per la Tav. Credo che in un momento così difficile sia doveroso essere in piazza oggi”.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 16:40
Fila tutto liscio, tranne alcuni momenti di tensione, quando gli studenti, partiti dalla Sapienza, hanno prima lanciato uova contro alcune banche, poi hanno deviato il percorso prefissato, dirigendosi sotto la sede dell’Inps in via dell’Amba Aradam. Qui i ragazzi hanno accesso alcuni fumogeni e hanno lasciato uno striscione davanti all’ingresso dell’Inps, con su scritto “Inventateve ‘na proposta seria”. Poco prima c’era stata un’occupazione lampo da parte dei precari del Cipe. Alcuni manifestanti, invece, hanno esposto un pupazzo a forma di piovra con la scritta “finanza globale”.
È dal palco in piazza San Giovanni che Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, si appella al governo: “Convochi Marchionne e lo vincoli a fare investimenti in Italia”. In piazza ci sono anche due dei tre operai dello stabilimento Fiat-Sata licenziati dall’azienda e poi reintegrati dal giudice, ma che la Fiat ha scelto di non far rientrare in fabbrica: “Lo Stato ci dica se dopo una sentenza di reintegro dobbiamo restare a casa”, afferma uno dei tre, Giovanni Barrozzino.
 
Aggiornamento ore 20.52

Nel corso della mattinata, oltre alla manifestazione della Fiom, per la quale, al fine di contemperare il diritto dei manifestanti con le esigenze della mobilita' urbana, il questore ha disposto l'attuazione della chiusura del traffico veicolare , vi è stato un tentativo di occupazione della sede del CIPE di via della Mercede a Roma.
 In relazione al tentativo di occupazione fallito, verificatosi questa mattina, 37 persone sono state denunciate di cui 4 sono attualmente in stato di arresto, uno dei quali è Paolo Di Vetta, dirigente dell'Unione Sindacale di Base.
 Per tutti il reato contestato e' quello di invasione di edifici e occupazione di immobile, mentre per i quattro arrestati e' stata contestata anche resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. I quattro, infatti, hanno tentato di ostacolare le operazioni di identificazione da parte degli operatori di polizia nei confronti del gruppo di persone che avevano tentato il blitz staccandosi dal corteo Fiom.
La Fiom scende in piazza per lo sciopero di otto ore dei metalmeccanici e si schiera per la difesa della democrazia, dei diritti e del lavoro. Per la riconquista del contratto nazionale, dopo lo strappo con la Fiat e Federmeccanica. E proprio alla Fiat e ad al suo amministratore delegato, Sergio Marchionne, si appella il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini: ''Dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E' una logica sbagliata, che non va da nessuna parte''. Al contrario, dice, ''si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, come non ha fatto in questo anno e mezzo, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le liberta' sindacali''. Landini sfila al corteo organizzato a Roma e parla dal palco allestito in piazza San Giovanni. Avverte che l'articolo 18 non si tocca ''si puo' solo estendere a chi non lo ha'', che la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro - per la quale comunque si augura che l'accordo si faccia - sia ''seria'' e dia ''risposte'' per estendere le tutele e ridurre la precarieta', altrimenti la Fiom e' pronta a scendere di nuovo in piazza chiedendo a ''tutta la Cgil'' di proseguire la mobilitazione ''anche con lo sciopero generale''. In migliaia partecipano alla manifestazione nazionale con lo slogan 'Democrazia al lavoro', le tute blu sfilano per le strade della capitale tra striscioni e bandiere, in tanti indossano la felpa rossa 'targata' Fiom. In piazza ci sono anche due dei tre operai della Fiat-Sata di Melfi, Giovanni Barozzino e Marco Pignatelli, licenziati e poi reintegrati ma non rientrati in fabbrica perche' la Fiat ha deciso di non avvalersi della loro prestazione lavorativa. Ci sono i lavoratori dei piccoli e dei grandi gruppi industriali (oltre a Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Alcoa). Ci sono anche i no Tav, motivo per il quale gli esponenti del Pd non partecipano al corteo (con l'eccezione del senatore Vincenzo Vita). Dal palco parla il presidente della Comunita' montana Val di Susa, Sandro Plano: ''Sono iscritto al Pd. Se per il Pd la mia presenza e' un problema mi dispiace, ma se e' una scusa per non esserci mi dispiace ancora di piu'''. Le polemiche non mancano. Ci sono l'Idv, Sel, Rifondazione comunista - Federazione della sinistra. ''L'importante e' che non abbiano disertato i lavoratori e le lavoratrici. Chiunque non sia venuto ha perso qualcosa'', dice il leader di Sel, Nichi Vendola. ''I lavoratori dicevano: 'Il Pd ci ha traditi!''', afferma il deputato dell'Idv Francesco Barbato. Dal palco accuse al segretario del Partito Democratico, Pieluigi Bersani anche dal direttore di MicroMega Flores D'Arcais. Per la Fiat, l'adesione di operai e impiegati della Spa e Industrial allo sciopero e' stata del 5,7% (contro il 13,7% del precedente sciopero della Fiom di 4 mesi fa) tra tutti i turni. Federmeccanica indica una partecipazione al 17%. Per la Fiom in molte aziende e' ''superiore al 70%, con punte al 90%''. I metalmeccanici della Cgil, comunque, non danno numeri sulla partecipazione in piazza: ''Contateci voi...'' dice dal palco Landini, che ironizza anche sulla 'tenuta' della manifestazione: ''Si', siamo una piazza di pericolosi metalmeccanici, che difendono le liberta' e la democrazia di tutti''. E poi assicura: in Fiat ''rientreremmo dalla porta principale e non dalla finestra''.

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di Antonio Formisano aggiornamento a cura di Anna Carla Broegg
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