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Parla Defanti, il neurologo che ha seguito la donna dal 1995

Tutta la verità su Eluana nella testimonianza del medico che l’ha seguita dal ‘95


Tutta la verità su Eluana nella testimonianza del medico che l’ha seguita dal ‘95
15/02/2009, 10:02

“Sono sconvolto per le colossali falsità dette da persone che non l’hanno vista, né visitata né hanno letto la cartella clinica. Come quella che deglutiva o seguiva le persone con gli occhi”: così il prof. Carlo Alberti Defanti, il medico che ha seguito fin dal 1995 Eluana Englaro, la donna di Lecco rimasta in stato vegetativo per 17 anni. La verità sul caso è stata raccontata dal camice bianco agli oltre 500 partecipanti all’incontro su “Eutanasia, verità e menzogne”, promosso a Roma al Teatro Eliseo da Radio radicale e Left. “Negli ultimi giorni – ha spiegato il neurologo - sono state dette incredibili falsità da persone che non l’hanno vista, né visitata né hanno letto la cartella clinica. Un’offensiva sul piano scientifico, arrivata anche da colleghi, che hanno detto cose false, dettate non dalla volontà di mentire, ma forse dal fatto di essere ottenebrati da alcune convinzioni. Ho sentito dire - ha proseguito Defanti - che Eluana deglutiva, che aveva rapporti con l’ambiente, addirittura che sorrideva. Ma ad esempio la suora che se n’è occupata di lei per 13 anni, suor Rosangela, non ha mai parlato”. “A me disse - ha raccontato il medico - che in tutto questo tempo non aveva mai avuto la sensazione che Eluana la seguisse con gli occhi”. Eluana “non deglutiva, non seguiva le persone con gli occhi, non sorrideva, non reagiva agli stimoli, non aveva rapporti con l’ambiente, non parlava, ma emetteva una sorta di grugniti inarticolati. Proprio per non sentire quello che veniva detto su di lei non ho seguito le trasmissioni dedicate al caso. E ho rifiutato di partecipare. Ma è arrivato il momento di fare chiarezza”. Nel corso del suo intervento, Defanti ha ripercorso tappa dopo tappa la vicenda di Eluana: “Ho conosciuto i genitori di Eluana nel dicembre ‘95. Dopo qualche tempo la ricoverai nel mio reparto dell’ospedale di Bergamo per 15 giorni, facemmo una serie di esami e confermammo la diagnosi di stato vegetativo. Una condizione di chi, apparentemente sveglio, non ha contatto con il mondo. Si tratta di una situazione diversa dal coma: quando dopo alcune settimane di coma non ci si risveglia, o si muore o si può entrare in uno stato vegetativo, che può essere una transizione dopo la quale arriva la veglia, oppure no. Riconoscere questo stato oggi è relativamente facile, non lo è prevedere se sarà permanente o no. Con le previsioni possono esserci errori, io vidi Eluana dopo 4 anni dall’incidente, e allora la comunità scientifica considerava dopo un anno questa condizione irreversibile, permanente. Oggi si sa che qualche cambiamento può verificarsi dopo i primi anni. Nel 2002 Eluana fu ricoverata di nuovo, al Niguarda di Milano. Ma dopo 10 anni dall’incidente la situazione era invariata. E in 17 anni le cose non sono mai cambiate. Dunque era giusto parlare di stato vegetativo permanente”. “In Italia – ha continuato - ci sono 2-3000 casi, che assomigliano a quello di Eluana. Alcuni ogni tanto danno qualche risposta: si tratta di persone in uno stato di minima coscienza, qualcosa di ben diverso dallo stato vegetativo. La persona c’è, prova dolore quando la muovono”. Il caso clamoroso di Terry Wallis, l’americano che diede segni di miglioramento dopo 18 anni, “non era come quello di Eluana, ma proprio uno stato di minima coscienza, come è stato appurato”. Poi il caso diventa giudiziario: “Dopo il decreto della Corte d’Appello del luglio 2008 è partita l’offensiva sul piano scientifico”, con la diffusione di “cose false anche da colleghi che conoscevo, dettate non da volontà di mentire, ma probabilmente dal fatto di essere ottenebrati da particolari convinzioni”. Riguardo al fatto che Eluana da qualche anno avesse un ciclo mestruale, seppur molto irregolare, il medico chiarisce che “questa funzione è regolata dall’ipotalamo e, dunque, l’ipotesi della gravidanza non è in linea di principio impossibile, anche se del tutto fuori luogo. Proprio in seguito alle mestruazioni a ottobre si verificò un’emorragia massiccia, che poteva portare alla morte”. Volevano nutrire Eluana con alimenti veri, “ma lei non poteva deglutire, dovevamo assorbire anche la saliva. Inoltre per provare fame e sete occorre essere coscienti. Tutto ci fa pensare che Eluana sia morta per disidratazione, senza provare sete. Ma dal momento che non conosciamo la verità assoluta, per venire incontro al timore che potesse soffrire abbiamo applicato un protocollo di cure palliative, con una leggera sedazione. Che potrebbe aver accorciato lievemente la sua vita” - dice Defanti. Quanto alla mamma di Eluana, Saturna, che non è comparsa mai accanto al marito, impegnato nella sua battaglia per la figlia, il neurologo sottolinea che “fin dall’inizio è stata sempre del tutto d’accordo con Beppino. Ora Saturna non è più in grado di apparire, per una grave malattia, ma nel 1995 entrambi i genitori di Eluana sono venuti da me, con un faldone carico di documenti ed esami della ragazza”.


 

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di Redazione
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