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L'Onu:"Il blocco su Gaza mina i diritti umani"

Tutto il mondo contro Israele


Tutto il mondo contro Israele
31/05/2010, 22:05

ROMA - Appare come unanime e feroce la condanna rivolta ad Israele per il violento attacco perpretato dalla marina militare ai danni del convoglio navale di aiuti umanitari diretto a Gaza. Gli almeno 10 civili trucidati dai militari israeliani all'interno dell' imbarcazione hanno provocato infatti le reazioni di sdegno e repulsione di tutti i principali leader politici ed istituzionali del mondo.
Lo stesso segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon si è dichiarato "sconvolto" per l'accaduto e l'attacco spropositatamente violento portato contro la  Freedom Flottilla. Dopo la decisa condatta del segretario generale, sono arrivate anche le dichiarazioni della responsabile dell'Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani Navi Pillay:"Nella Striscia di Gaza - ha denunciato la Pillay - il blocco continua a minare ogni giorno i diritti dei cittadini. Ci sono stati pochi passi avanti nella quantità dei prodotti che si possono introdurre. La situazione attuale è ben lontana dal permettere ai cittadini una vita normale e degna".
Anche la Ue, dopo la riunione d'emergenza tenuntasi a Bruxelles, si è scagliata compatta contro il governo di Gerusalemme ed ha richiesto l'immediata apertura di un'inchiesta per valutare in maniera chiara e trasparente le modalità d'azione delle truppe della stella di Davide.

ROTTURA CON LA TURCHIA

I rapporti tra Gerusalemme ed Ankara, già molto tesi prima della tragico episodio che ha visto la morte di almeno 10 civili, sono definitivamente degenerati nelle ultime ore; con il governo Turco che ha chiesto (ed ottenuto) una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza della Nato per valutare l'operato di Israele. Manifestazioni anti-ebraiche sono esplose in tutto il mondo; dalla Turchia al Pakistan, fino all'Italia; dove numerosi gruppi pro-Palestina hanno sfilato ed organizzato presidi al Campidoglio ed in numerose altre città. "Israele Stato terrorista"; "Esercito israeliano assassino" e "Israele fuori dall'Onu" sono solo alcuni degli striscioni che sono stati esposti nelle piazze del bel paese per condannare con forza l'operato del governo di Gerusalemme e richiedere, con altrettanta fermezza, la liberazione della striscia di Gaza e la risoluzione dell'annosa questione palestinese. Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito "inaccettabile e grave in senso assoluto, indipendentemente dalle motivazioni della flottiglia" l'operazione militare israeliana, osservando poi che "quando si uccidono dei civili è sempre un atto grave e ingiustificabile". Fattini, come Nicolas Sarcozky e numerosi altri influenti personaggi di stati e associazioni internazionali, ha richiesto a Gerusalemme l'avvio immediato di un'inchiesta che possa chiarire la dinamica dei fatti.
Ancora più duro è stato il leader del gruppo europarlamentare dei Socialisti e Democratici Martin Schulz:"Israele ha oltrepassato i limiti nell'azione militare vista sugli schermi televisivi", ha tuonato Schulz che poi ha aggiunto:"L'uso della forza contro i civili su queste navi è inaccettabile - sostiene Schultz -. Ora chiediamo che siano salvaguardati i diritti delle persone che sono state catturate dall'esercito di Israele. La comunità internazionale deve esprimere chiaramente la sua contrarietà alle autorità israeliane".

LA RISPOSTA DI ISRAELE
Intanto, il governo israeliano, ha diffuso una versione dei fatti che è stata ripetuta più volte sia dal ministro della Difesa Ehud Barak che da quello degli Esteri Danny Ayalon. Una versione che è sintetizzabile nelle parole di Avi Pazner; uno dei portavoce del governo israeliano: "Noi lamentiamo la perdita di vite umane in questo tragico incidente - ha denunciato l'ex ambasciatore israeliano in Italia - ma è stata una provocazione da parte di gruppi islamici estremisti che erano sulle quelle navi. Noi abbiamo proposto alle navi di venire al porto israeliano di Ashdod per poi trasportare noi l'aiuto umanitario a Gaza. Loro hanno rifiutato perché non erano interessati a portare aiuto umanitario, ma cercavano solo una provocazione. I nostri soldati sono saliti sulle navi - ha osservato ancora Pazner - sono stati attaccati da parte di centinaia di estremisti islamici e quando la loro vita e stata minacciata si sono difesi". Per Israele, inoltre, sulle navi della Freedom Flotilla, erano infiltrati anche "anarchici europei e dei gruppi pro terroristi dell'estrema sinistra ed estrema destra europea".
Ma, mentre è ancora incerto il numero delle vittime civili e militari dello scontro consumatosi nelle scorse ore, resta invece certa la posizione che il resto del mondo ha assunto nei confronti del governo di Gerusalemme: una condanna unanime quanto forte e decisamente non frenata in alcun modo dalle giustificazioni fortine dalle autorità israeliane. Ciò che è accudo alla Freedom Flottilla può avere dubbio un valore epocale nei futuri equilibri in medioriente ed in particolar modo nella bollente striscia di Gaza. Altro dato certo è che, con l'azione militari virulenta, gli Israeliani si sono alienati moltissime simpatie ed hanno concesso alla Palestina il ruolo definitivo di vittima.

PACIFISTI O "PACIFISTI"?
D'altro canto, però, è anche vero che appare quanto meno sospetta la presenza tra dichiarati pacifisti ed operatori sanitari di bastoni, spranghe ed addirittura un'arma da fuoco. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, arrivare alla verità sarà compito arduo e, probabilmente, le dinamiche esatte dell'evento resteranno oscure per sempre in diverse loro sfumatore. Condannabile senza alcun dubbio il fuoco sui civili e le morti causate dall'azione militare israeliana ma, non valutare in alcun modo eventuali attacchi da parte di estremisti nei confronti delle truppe d'Israele, sarebbe un pericoloso e fazioso errore.

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di Germano Milite
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