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Tv, digitale: un osservatorio contro le infiltrazioni della camorra


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Tv, digitale: un osservatorio contro le infiltrazioni della camorra
13/05/2009, 16:05

Il presidente del Corecom Campania, Gianni Festa, ribadisce il rischio di possibili infiltrazioni della camorra nelle emittenze con il passaggio al digitale terrestre. "Con l'avvento del digitale - ha sottolineato Festa in occasione della terza tappa del programma "Corecom incontra" tenutasi questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli - chi oggi si trova a gestire un canale si troverà a doverne gestire cinque e, di conseguenza, passare alla piattaforma digitale richiederà investimenti consistenti. In queste situazioni e in un momento di crisi, così come ricordato dal presidente della Repubblica, è più facile che si possano verificare infiltrazioni camorristiche". Preoccupazioni rinforzate dalla presenza di "segnali" che inducono Festa ad appellarsi alle forze dell'ordine e ai cittadini affinché restino in guardia per ridurre il rischio di infiltrazioni non solo attraverso le denunce, ma anche con proposte concrete come quella avanzata dall'organismo di controllo delle comunicazioni ai Comuni: "Per gestire il cambiamento - ha osservato il presidente del Corecom - i Comuni potrebbero consorziarsi così come auspichiamo che la Regione possa attivare un proprio canale istituzionale". Festa ha inoltre sottolineato la necessità di "non improvvisare" e di realizzare il passaggio al digitale attraverso una programmazione minuziosa per "evitare il disastro che si è verificato in Sardegna". Necessaria, infine, una legge regionale sull'editoria che dovrà essere approvata dal Consiglio regionale. "La legge sull'editoria - ha detto la presidente Lonardo intervenuta alla conferenza - è attesa da tempo dai territori. L'assegnazione, all'interno del Corecom, delle deleghe ci aiuta ed è un modo per interagire affinché la legge possa arrivare quanto prima in aula." Presenti all'incontro di via S. Aspreno anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e il presidente dell'Assostampa Vincenzo Colimoro. Da quest'ultimo giunge la proposta, per scongiurare le infiltrazioni camorristiche, di un osservatorio: un organo di controllo sull'informazione per monitorare e garantire la legalità, "la presenza di pluralismo nei contenuti dell'informazione e l'utilizzo dei finanziamenti". "Per ampliare le piattaforme - ha infatti puntualizzato Colimoro - serve un investimento di denaro consistente. Sono favorevole al sostegno pubblico a patto che incoraggi una produzione che implica l'impiego di giornalisti. Non è possibile finanziare testate che non hanno giornalisti assunti e non si può pensare di passare da uno a cinque canali mantenendo gli stessi livelli occupazionali". Proposta che incontra l'opinione favorevole della presidente Lonardo e di Festa.

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di Francesca Pellino
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