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A scoprirlo la madre della donna

Uccisa a martellate dal marito, il cadavere scoperto dalla madre


Uccisa a martellate dal marito, il cadavere scoperto dalla madre
12/12/2011, 10:12

Verona - Sono passati all'incirca 5 giorni prima di scoprire che la figlia è stata massacrata a martellate dal marito. La donna dovrebbe essere stata uccisa martedi notte alle 2.30. A fare questa triste scoperta è stata propiprio la madre della vittima, che preoccupata per la figlia che non rispondeva a telefono, si è recata a casa sua per capire il motivo per cui non riceveva più risposta alle sue chiamate. La signora sull'80ina d'anni, munita delle chiavi di casa della figlia ha cosi trovato il genero seduto sul divano in chiarissimo stato di chock. Alla domanda della signora: "dov'èmia figlia?" l'uomo le indica semplicemente con un gesto della testa la stanza da letto. Cosi una volta recatasi nella camera da letto, si è trovata dinanzi a se uno spettacolo da film horror. La figlia, Daniela Bertolazzi di 60 anni, broker assicurativo, cosi come il marito Pierluigi Petit di 58 anni, è stesa sul pavimento con solo collant e mutande, riversa in un lago di sangue e con il cranio sfracassato. E' stato stesso il marito ad ammettere che è stato lui ad ucciderla, senza dare però alcuna spiegazione. Uccisa a colpi di martello. Una furia omicida arrivata dall'uomo con cui aveva trascorso gli ultimi vent'anni della sua vita. I conoscenti hanno riferito che fino a sette mesi fa circa la coppia usciva mano nella mano, oppure portavano fuori il piccolo cane di una vicina che abita all'ultimo piano. Così per fare qualcosa, per interrompere quella monotonia fatta di spesa, pulizia di casa. E che pulizia: una casa linda, ordinata, quasi asettica. «Era depresso», dice qualche vicino di fretta, «da sette o otto mesi non era più lui. Prima uscivano sempre di casa insieme. Nell'ultimo periodo vedevi che la coppia era scoppiata. Lei usciva verso le 17.30/18 da sola. La madre della vittima dopo aver visto il massacro ha chiesto aiuto a una vicina, ha chiamato la polizia. Quando le volanti sono arrivate Petit ha detto qualche frase sconclusionata: «Non so perchè l'ho uccisa, non so con cosa, è stato molti giorni fa». La casa, a parte la camera da letto macchiata di sangue, era perfetta. Non c'è stata una lite, prima. Il letto della stanza fatto, come se neanche quell'ultima notte qualcuno ci avesse dormito. Lui è rimasto lì in attesa che accadesse qualcosa, che qualcuno lo scoprisse. Ieri pomeriggio l'omicida, reo confesso, è stato ascoltato dal magistrato Federica Ormanni, assistito dall'avvocato Francesca Perini. Ha reso una testimonianza che non ha chiarito del tutto il perchè del suo gesto. Se a causarlo è stata la depressione, se è stata la gelosia che ha iniziato a insinuarsi nella sua mente. Petit ha passato il pomeriggio di ieri in questura, finito l'interrogatorio è stato poi portato nell'infermeria del carcere di Montorio.

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di Maurizio Abbruzzese Saccardi
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