Cronaca / Giudiziaria

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Ancora una volta, una decisione assurda dei giudici

Uccise la compagna, pena dimezzata in appello: era incapace di intendere


Uccise la compagna, pena dimezzata in appello: era incapace di intendere
28/11/2019, 16:06

ROMA - La Corte d'Assise d'Appello di Roma ha dimezzato la pena per Francesco Carrieri, accusato di aver ucciso la compagna Michela di Pompeo: da 30 anni ricevuti dalla Corte d'Assise di primo grado a 16 anni. La motivazione, secondo i giudici, è nel fatto che Carrieri era, al momento dell'omicidio, semi-infermo di mente. E per questo scatta l'attenuante fino a due terzi della pena. 

L'uomo uccise la compagna nel suo appartamento: la picchiò, tentò di strangolarla e poi la colpì alla testa con un peso da palestra, sfondandole il cranio. E questo solo perchè temeva che lei lo lasciasse. Carrieri, che è direttore di banca, commise l'omicidio nel maggio 2017. Subito arrestato, grazie alle testimonianze dei vicini che avevano sentito i violenti rumori del pestaggio e dell'omicidio, confessò l'omicidio ai Carabinieri, parlando di una lite in corso (ma non aveva sul corpo ferite che facessero pensare ad una lite, ndr)

Si tratta ancora una volta di una decisione assurda dei giudici, che di fronte agli omicidi di donne e di extracomunitari finoscono col comminare pene bassissime che, col sistema giudiziario che abbiamo in Italia, si traducono in brevissime permanenze in carcere, anche nel caso di episodi gravissimi come questo

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di Antonio Rispoli
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