Cronaca / Giudiziaria

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Il Tribunale ha escluso le aggravanti, riducendo la pena

Uccise una donna con un pugno: condannato a 9 anni di reclusione


Uccise una donna con un pugno: condannato a 9 anni di reclusione
16/03/2012, 15:03

ROMA - Nove anni di reclusione: questa la condanna che il Tribunale di Roma ha inflitto ad Alessio Burtone, per il reato di omicidio preterintenzionale. L'uomo, l'8 ottobre del 2010, uccise l'infermiera rumena Maricica Hahaianu sferrandole un violento pugno al mento che la fece cadere pesantemente a terra. Nell'urto della testa sul pavimento, si provocò la frattura del cranio, che provocò una emorragia cerebrale che la condusse al coma e poi alla morte. Inoltre è stato fissato un risarcimento di 50 mila euro ciascuno al figlio e al marito dell'infermiera e 30 mila euro al fratello.
Il Tribunale non ha concordato con il Pm, che chiedeva la concessione delle aggravanti dei futili motivi e per questo aveva chiesto 20 anni. Inoltre ha concesso il minimo della pena, ulteriormente ridotto dalla concessione delle attenuanti generiche,
La Difesa, pur mostrando contentezza per la decisione, ha annunciato che farà ricorso in Appello, affinchè venga riconosciuta - come richiesto durante l'arringa - l'attenuante della provocazione, perchè l'infermiera, prima di essere colpita, pare gli abbia sputato addosso. Anche la Parte Civile ha annunciato ricorso, in quanto ritiene che la sentenza sia stata "frettolosa" e poco aderente ai fatti. E non è escluso che anche il Pm lo faccia, in quanto la sua tesi non è stata accolta.
Certo, appare strana una coincidenza: ogni volta che l'omicida è un italiano e la vittima uno straniero, le pene sono sempre minime (questo caso, oppure l'omicidio di Milano, quando un ragazzo venne ucciso a sprangate al grido di "sporco negro", i cui assassini sono stati condannati a 16 anni); nel caso opposto, le pene sono sempre massime (per esempio il caso di Doina Matei, condannata a 16 anni per aver ucciso Vanessa Russo con un ombrello nell'occhio mentre l'altra ragazza la aggrediva)

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di Antonio Rispoli
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