Cronaca / Sangue

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I fermi in concomitanza con la fiaccolata per la vittima

Ucciso a sprangate, 3 nomadi arrestati a Caserta


Ucciso a sprangate, 3 nomadi arrestati a Caserta
11/12/2009, 19:12

CASERTA – Tre persone sono state arrestate ieri sera per l’omicidio del 23enne Raffaele Di Caterino, massacrato a sprangate lo scorso 13 novembre e morto 10 giorni più tardi. L’aggressione avvenne nell’area antistante il carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Per gli inquirenti si tratta di una punizione dopo un apprezzamento ritenuto eccessivo e rivolto ad una ragazza.
Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta hanno stretto le manette ai polsi di Bobo e Bruno Seydovic, di 22 e 20 anni, entrambi nati ad Aversa ma residenti nel campo nomadi di Giugliano (Na) e di Claudio Adzovic, di 20 anni, nato a Mugnano di Napoli ma residente a Castelvolturno. Gli arresti sono avvenuti nella serata di ieri, mentre a Casal di Principe era in corso una fiaccolata organizzata da familiari ed amici di Raffaele Di Caterino.
Le indagini erano state affidate dal capo della Squadra Mobile, Rodolfo Ruperti, al proprio vice, il questore Mario Vola. E’ stato appurato che Di Caterino fu ‘punito’ dai tre arrestati, nomadi della ex Jugoslavia, per aver rivolto degli apprezzamenti nei confronti di una donna appena uscita dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove aveva avuto un colloquio con un famigliare. Alla scena erano presenti il padre, il fratello ed il cognato della donna, che non esitarono a scagliarsi su Di Caterino.
Dopo l’identificazione della donna verso la quale l’ucciso ed altri ragazzi avevano rivolto degli apprezzamenti, gli accertamenti si sono estesi ai congiunti ed alle frequentazioni della donna, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali. Bobo Seydovic e Claudio Adzovic sono rispettivamente il marito ed il cognato della donna al centro della vicenda, Claudio Adzovic, il fratello.

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di Nico Falco
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