Ucciso il referente dei D’Alessandro, rischio faida

CRONACA - Sangue

CHIERCHIA CRIVELLATO DI COLPI IN UNA PASTICCERIA DI GRAGNANO

Ucciso il referente dei D’Alessandro, rischio faida

Ucciso il referente dei D’Alessandro, rischio faida

14/03/2010, ore 12:31 - 

NAPOLI – Gennaro Chierchia, 54 anni, è stato ucciso nel pomeriggio di ieri a Gragnano, in provincia di Napoli. L’uomo è stato raggiunto da un sicario solitario in una pasticceria, al momento dell’agguato era l’unico cliente presente nel negozio. Probabilmente il killer lo stava pedinando, aspettando il momento giusto per agire. Secondo alcune testimonianze, Chierchia di trovava davanti ad una pizzeria di Castellammare poco dopo le 18. Ha improvvisamente attraversato la strada, entrando nella pasticceria. Non si esclude che abbia intuito quello che stava per accadere, ed abbia cercato rifiuto all’interno del locale, sperando che chi aveva il compito di eseguire la condanna a morte non l’avrebbe seguito. Al momento dell’agguato, i pasticcieri erano nel retrobottega a preparare i dolci della domenica. Il 54enne era da solo. Il sicario ha sparato sei o sette colpi di pistola, mirando al volto della vittima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, mentre gli agenti della Polizia Municipale hanno provveduto a deviare il traffico per consentire gli accertamenti.
L’uomo, soprannominato “’o Pecorone” e già noto agli inquirenti, era considerato il referente numero uno del potente clan camorristico dei D’Alessandro, attivo nell’area stabile, per la zona di Gragnano. Dietro l’omicidio potrebbe celarsi la riapertura delle ostilità di una sanguinosa faida mai del tutto terminata, riaccesasi dopo l'arresto del boss Vincenzo D'Alessandro ed il conseguente vuoto di potere venutosi a creare negli equilibri camorristici della zona. Gli investigatori ritengono infatti che Chierchia potrebbe essere stato ucciso per ordine dei clan di Pimonte Di Martino – Afeltra.
La pasticceria dove è stato ucciso ‘o Pecorone dista appena duecento metri dal punto in cui, il 28 ottobre del 2008, furono uccisi il pregiudicato Carmine D’Antuono ed il suo autista. D’Antuono, 58 anni, soprannominato “’o Lione”, era considerato in organico al clan Imparato, rivale in passato dei D’Alessandro, mentre il suo autista, il 42enne Federico Donnarumma, aveva piccoli precedenti per truffa ed altro. Per gli inquirenti il duplice omicidio di Gragnano era stato commesso su ordine del clan D’Alessandro.

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