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"Spaventava i bambini ed era vicino al Duomo"

Udine: consigliere leghista vede donna in burqa e chiama la Digos


Udine: consigliere leghista vede donna in burqa e chiama la Digos
25/05/2010, 13:05

UDINE - Ancora un esempio di razzismo e di xenofobia, da parte di un appartenente alla Lega Nord. Questa volta i fatti si svolgono ad Udine, dove, verso le 17.30 di ieri sera una donna in burqa stava tranquillamente camminando con il marito e con il figlio nel passeggino. Ad un certo punto sono stati visti da Luca Cordolo, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale. Il quale l'ha immediatamente fotografata col cellulare (temeva che si disfacesse del burqa e camminasse nuda in mezzo alla strada? ndr) e ha chiamato la Digos, affinchè arrivassero subito e procedessero all'identificazione della donna. "Con i tempi che corrono non si può mai sapere cosa possono nascondere sotto l’abito nero e in più la donna si stava dirigendo verso il duomo che è un obiettivo sensibile", ha detto Cordolo alla stampa. In realtà la donna è la moglie di un ingegnere della Danieli ed è regolarmente in Italia.
In serata poi lo stesso Cordolo ha spiegato in Consiglio Comunale la sua versione dei fatti: "Chiedo agli islamici di non utilizzare il burqa negli ambienti pubblici dove le persone devono essere riconoscibili se non altro per non spaventare i bambini. Non sono belle da vedere e generano timori e sospetti".
Inutile dire che l'episodio non è andato giù al sindaco di Udine, Furio Honsell: "La legislazione italiana non mi sembra vieti alle persone di passeggiare con il volto completamente coperto e comunque chiamare la digos non mi sembra un esempio da imitare. Anche perché la polizia è impegnata a garantire la sicurezza su fronti ben più problematici". Sulla stessa falsariga anche l'assessore Kristian Franzil, di Rifondazione Comunista: "La Lega continua a creare solo tensioni. La questione del velo non si risolve chiamando la polizia. Anche in città ci sono diverse associazioni, tra cui le Donne in nero, che si occupano di questo".

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di Antonio Rispoli
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