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Ieri sera il comandante Lubrano ha telefonato la moglie

Ultimatum di terrore per gli ostaggi della Savina Caylyn

Se le trattative non avanzano, l'equipaggio sarà torturato

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Ultimatum di terrore per gli ostaggi della Savina Caylyn
20/09/2011, 11:09

NAPOLI - E' un vero e proprio ultimatum del terrore quello lanciato dai pirati somali, che tengono in ostaggio dal mese di febbraio l'equipaggio della petroliera Savina Caylyn. O le trattative avanzano in modo significativo entro questa settimana o cominceranno a torturare i sequestrati.   A bordo c'è anche Gianmaria Cesaro, il ragazzo ventenne di Piano di Sorrento. Nella giornata di ieri i pirati hanno consentito a Giuseppe Lubrano, il comandante della petroliera, di telefonare ai propri familiari. E’ stata la moglie Nunzia a ricevere la telefonata in cui il prigioniero ha riferito del nervosismo dei pirati, che spesso sfogano la loro contrarietà per il prolungarsi delle trattative. La donna ha fatto sapere che quando gli elicotteri sorvolano la nave, i sequestratori legano tutto l'equipaggio, puntando sui marittimi le armi, pronti fare fuoco in caso di attacco. “Da otto mesi - racconta la signora Nunzia Nappa - viviamo con l'ansia e la preoccupazione che non tornino a casa. E' la paura più forte, quella con cui viviamo ogni minuto della giornata. Abbiamo chiesto a San Gennaro il miracolo che tornino presto a casa”. Tra i sequestrati c’è un membro dell’equipaggio indiano che soffre da tempo di una grave forma di dissenteria e rischia la vita. In occasioni delle celebrazioni di San Gennaro, patrono della città, il cardinale Crescenzio Sepe ha avuto parole di conforto per tutti gli ostaggi dei pirati.

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di Tiziana Casciaro
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