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Un controllo sull’A-16 porta al sequestro di ben 350 capi contraffatti


Un controllo sull’A-16 porta al sequestro di ben 350 capi contraffatti
12/05/2011, 09:05

Il padre alla guida e suo figlio al posto del passeggero: all’apparenza una normale coppia di viaggiatori, diretti verso Foggia lungo l’A-16. Se non fosse che il sedile posteriore dell’auto, una monovolume metallizzata, erano completamente nascosto da vistose scatole di cartone contenti dei capi d’abbigliamento.

Ed è così che l’attenzione di una pattuglia della Compagnia di Avellino in servizio nell’ambito del consueto piano di presenza sul territorio che caratterizza l’azione delle Fiamme Gialle, è stata attirata proprio dal voluminoso carico, inconsueto per un’autovettura. I finanzieri, agli ordini del capitano Salvatore SERRA, decidevano quindi di fermare l’auto per un controllo e, presso l’area di servizio “Mirabella Sud, si dava pertanto corso alla perquisizione del mezzo.

Sin dal momento della verifica dei documenti i due occupanti dell’auto avevano mostrato un particolare nervosismo ed il motivo dalla loro apprensione era presto svelato: i cartoni che occupavano il sedile posteriore contenevano infatti centinaia di capi d’abbigliamento recanti, abilmente contraffatti, i marchi di prestigiose griffe italiane e straniere.

Alla richiesta dei militari i due fermati non erano grado di esibire alcun di esibire alcun documento che potesse giustificare il trasporto della merce a bordo dell’auto e né, tantomeno, erano in grado di fornire indicazioni circa il luogo ove la stessa era stata acquistata.

I due soggetti erano pertanto accompagnati presso la caserma di via Pontieri ove veniva scortato anche l’automezzo ed il relativo carico: la merce veniva quantificata in ben 250 capi di abbigliamento ed accessori recanti i logo di note marche italiane e straniere (“Hogan”, “Moncler”, “Fred Perry”, “Blauer” ed altre), abilmente contraffatti. L’intero carico era sottoposto a sequestro sottraendo al mercato dell’illecito merce per un valore complessivo stimato intorno ai 4.000 euro, proto per essere immesso nei canali della commercializzazione illegale con riflessi importanti per quanto attiene sia la legittima concorrenza sui mercati che il danno per l’incauto acquirente

Come di prassi, nella flagranza del sequestro i finanzieri provvedevano ad attivare il reparto del Corpo competente per territorio in relazione al domicilio dei due soggetti per l’esecuzione di una perquisizione: l’attività svolta dai colleghi del Gruppo di Giuliano in Campania consentiva di rinvenire nel garage di pertinenza dell’abitazione e sottoporre a sequestro ulteriore merce contraffatta: si trattava di altri 56 capi d’abbigliamento, di 46 accessori per la contraffazione (etichette ed altro) e di 24 flaconi di profumi non originali.

L’operazione nel suo complesso si concludeva quindi con il sequestro di tutta la merce contraffatta mentre nei confronti dei due responsabili, identificati per tale S.G.. (di anni 47) e suo figlio S.A. (di anni 22), entrambi residenti a Giugliano in Campania (NA), scattava la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Ariano Irpino per i reati di cui all’articolo 648 (ricettazione) ed agli articoli 474 e 474 bis (contraffazione di marchi) del codice penale.

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di Redazione
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