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Un Governo inutile che non cade mai.


Un Governo inutile che non cade mai.
22/11/2010, 19:11

 

CONTINUA LA STORIA DEL GOVERNO INUTILE CHE NON CADE MAI.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

I mercatini “delle pulci” dove si recano i collezionisti poveri, che vendono prodotti fuori mercato e dalla difficile collocazione ci sono sempre, e ci sono ancora dei particolari ed affezionati clienti che rovistano tra tutto quel vecchiume nella speranza di trovare qualcosa che possa essere riadattato e riutilizzato, per aggiustare quello che si è rotto e che si dovrebbe solo buttare.

L’attuale situazione politica del nostro paese somiglia molto a questi mercatini dell’usato, che servono solo a dare sfogo alla nostalgia, di quello che è stato e che non ci sarà più.

Il Governo Berlusconi, il terzo in ordine di tempo dal 1994 , a due anni e mezzo dalla sua nascita è già finito da un anno; si è rotto e non c’è nulla che lo possa aggiustare; eppure resta ancora in piedi. Il caso del Ministro Carfagna è l’ultimo esempio delle contraddizioni che si sono accumulate nella maggioranza e che scoppiano di continuo, travolgendo tutto e tutti.

Il paese vive un momento di crisi molto grave, sia economica che di prospettiva, non riesce ancora a credere che quello che è stato non sarà più lo stesso. Che il nostro Silvio, sia il responsabile di tutti i guai del paese non è vero, quello che invece appare ormai chiaro a tutti che lui non è e non sarà quello che risolverà i nostri problemi. Se qualcuno pensa che la destra possa essere facilmente sconfitta nelle prossime scadenze elettorali si sbaglia di grosso. Come dice Montezemolo, siamo ai “titoli di coda di un cine panettone”. Ma lo stesso Presidente della Ferrari, non si augura nuove e pericolose elezioni, chiede un Governo che continui in una politica di tagli della spesa ancora più strutturali, perché lo Stato sostenga, con i risparmi ottenuti, la ripresa degli investimenti industriali, che ne le banche, ne gli imprenditori sono in condizione di attivare in questa fase. Insomma, meno diritti, meno salari, meno spesa sociale, per superare la crisi, con la promessa che nel futuro ci saranno di nuovo quelle condizioni di consumo generalizzato a cui eravamo abituati, per tornare a quella crescita senza fine, in cui ognuno possa continuare a sognare di essere immersi in una società del benessere, in cui tutto è possibile. Questa politica, tanto complessa, quanto di difficile realizzazione, secondo la convinzione dei “poteri forti” del nostro paese, non può essere portata avanti da un personaggio tanto squalificato come Silvio Berlusconi. Nessuno sopporta più le intemperanze private del Premier, un uomo senza morale, perso alla sua non verde età dietro minorenni disposte a tutto. Un premier coinvolto in processi e indagini giudiziarie; procedimenti dai quali esce sistematicamente con leggi che si fa costruire addosso come un vestito. Un Premier che non rappresenta l’immagine del nostro Paese all’estero e che si comporta più come un “piazzista”, che come un capo di Stato. La politica demagogica del Cavaliere non convince più nessuno: le macerie dell’Aquila, l’immondizia per le strade di Napoli, le grandi opere che non partono mai, gli alluvioni e le frane che travolgono persone e cose, la corruzione e il clientelismo diffuso, la precarietà dei giovani e le crescenti difficoltà delle famiglie sono la dimostrazione che il Governo del Fare è una invenzione dei giornali, mentre la realtà è ben diversa. Perfino la Carfagna, che pure si era fatta spazio nel mondo Mediaset a colpi di calendari scollacciati, di fronte alla spudorata operazione di Cosentino, di speculare su i finanziamenti per il problema della spazzatura in Campania, si è ribellata, dimostrando di avere un minimo di dignità personale. Il dispositivo della sentenza della Corte di Appello, che ha condannato Dell’Utri a ben 7 anni di reclusione, per i suoi rapporti con la mafia dei Bontade e dei Riina, disegna scenari inquietanti in cui il nostro presidente del Consiglio non esce bene. Un uomo così non può reggere il Governo in una fase in cui i cittadini devono pagare prezzi altissimi per consentire alle banche ed agli imprenditori di riprendere quello che hanno perduto con la crisi finanziaria. D’altra parte gli italiani non vogliono abbandonare quello che Berlusconi gli ha fatto solo intravedere, un mondo di plastica, in cui tutto si consuma e tutto si aggiusta, come in televisione. Gli italiani non vogliono rinunciare alla fiaba che gli è stata raccontata, non vogliono rinunciare a: “…e vissero tutti felici e contenti.”

Una sinistra che con serietà denuncia la crisi, che dimostra che quello che è stato non può più essere, in questa fase è destinata solo ad essere minoranza. Per questo, tutti dicono: “Il Governo è uno schifo, ma la sinistra che dice?” La sinistra non si può sostituire ad una destra per applicare meglio quello che non gli sembra giusto di fare. Che cosa chiede Montezemolo, la Mercegaglia e Marchionne? Maggiore produttività, salari più bassi, minori diritti per i lavoratori subordinati. Tutti devono andare più tardi in pensione, la spesa sociale deve essere ridotta ed i servizi lasciati ai privati. Il risanamento dei conti significherà maggiori oneri per i più poveri, mentre forti agevolazioni fiscali dovranno essere previste per i capitali che solo a queste condizioni ritorneranno ad investire. La crisi la devono pagare gli italiani, non certo le banche, ne tanto meno gli imprenditori. Questo lo può dire Fini, non certo Bersani. Fino a quando gli italiani non si sveglieranno dall’illusione in cui vogliono rimanere, la destra continuerà a vincere. Infatti, Casini, Fini e lo stesso Montezemolo non sono per nuove elezioni, ma per un nuovo Governo che faccia quello per il quale Berlusconi era stato eletto, salvare il sistema finanziario e imprenditoriale del nostro paese. Come tutti i cittadini europei che si sono rivolti alla destra per affrontare la crisi, anche gli italiani chiedono che ci sia la possibilità di riprendere il sogno che la crisi ha interrotto. Nessuno vuole vedere l’unica strada che ci resta da percorrere, quella di diventare interpreti delle nostre esigenze, non delegando ad altri i nostri interessi, il nostro futuro. Invece, Berlusconi è in crisi senza aver mai perso nessuna elezione dal 2008 ad oggi, senza avere mai avuto un voto di sfiducia in Parlamento. Prima di arrivare al famoso 14 Dicembre, il Cavaliere, si vedrà votare in parlamento la sua legge di stabilità, che prevede ancora altri tagli alla spesa sociale e che sarà in vigore per tutto l’anno prossimo. Perfino Caldoro ha denunciato l’enorme disparità di trattamento che il Governo riserva alle Regioni del Sud nei confronti di quelle del Nord. Se una coerenza ci doveva essere era quella che Berlusconi doveva cadere prima del voto per la Finanziaria, altrimenti qualsiasi Governo, dovrà applicare le scelte già fatte. Una scelta del genere, fa pensare che il Governo Berlusconi non cadrà, perché ci sarà un accordo con Fini e Casini, con una promessa a Bossi di un Federalismo che non si realizzerà. Tutto verrà rimandato a dopo le elezioni amministrative dell’anno prossimo in cui si voterà per Comuni molto importanti come Napoli e Milano. Sarà in quelle sedi che l’UdC e Fini avranno compensazioni politiche per le loro posizioni.

Il Governo sempre in crisi, che non cade mai è destinato a continuare il suo percorso, con le stesse difficoltà di oggi, senza che la destra reazionaria e il centro conservatore facciano niente per abbatterlo. L’unica strada da percorrere è una opposizione intransigente, una mobilitazione generale del paese reale, un grande movimento democratico che unifichi le tante lotte disperate che si svolgono nel nostro paese e che sconfigga la politica del “tirare a campare” del Governo, le manovre che tendono al restringimento dei diritti, perché la crisi ladevono pagare tutti i cittadini, senza nessuna esclusione.

La manifestazione del prossimo 11 Dicembre deve rappresentare l’unica strada per uscire dalla palude in cui siamo caduti. L’unico modo per dimostrare il nostro dissenso, per far cadere un Governo del “fare mal”e.

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di Raffaele Pirozzi
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