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D'Averno nelle mani dei Casalesi: come ci è finito?

Un lago privato? Ecco il perchè


Un lago privato? Ecco il perchè
12/07/2010, 10:07

POZZUOLI (NA) - Il lago è privato? Questa è la domanda che balza di bocca in bocca alla notizia del suo sequestro. Il bacino fu "acquistato" per due miliardi di lire nel 1991 dalla famiglia Pollio, i cui antenati nel 1750 lo avevano ricevuto in dono dai Borbone.
Il Ministero dei Beni culturali pochi giorni dopo l'atto di compravendita annunciò l'esercizio del diritto di prelazione e avanzò la richiesta urgente dei due miliardi necessari per poterlo fare.
Il ministro della Marina mercantile, Ferdinando Pacchiano, firmò il decreto che vincolava la zona ma i soldi non furono dati.
Nel febbraio del 1993 i sei eredi Pollio citarono in giudizio il ministero dei Beni culturali: aveva esercitato la prelazione, ma non aveva versato il corrispettivo della vendita.
Il Ministero obiettò di non essere tenuto al pagamento per «essere nullo il procedimento»: il lago faceva parte del demanio idrico.
Nel 1995  il Lago D’Averno finì al Tribunale delle acque dopo la dichiarazione di “essere incompatibile a decidere” del Tribunale di Napoli. Nel 2000 arriva la sentenza: il lago è demaniale.

Gli eredi Pollio fecero appello al Tribunale superiore delle acque, ma persero ancora. Anche l'ultimo grado di giudizio, quello della Cassazione, fu negativo per loro: la Corte, a sezioni riunite, confermò la sentenza del Tribunale delle acque.
Nelle motivazioni specificò che, in base all'articolo 822 del codice civile, «i laghi devono senz'altro considerarsi pubblici».
Pollio e Cardillo però si rivolsero alla giustizia amministrativa che con sentenza del Consiglio di Stato diede loro ragione, facendoli diventare proprietari.
Se il sequestro dovesse essere confermato, il lago sarà confiscato e lo Stato potrà finalmente averlo di nuovo tra i suoi beni.

Oggi l'ombra dei casalesi, di Setola, su quello specchio d'acqua sembra esserci a causa dei rapporti del capoclan con Gennaro Cardillo, arrestato un mese fa per favoreggiamento camorristico all'ala stragista setoliana.

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di Elisabetta Froncillo
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