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Una dirigente scolastica rifiuta la richiesta dei ragazzi

Un minuto di silenzio per Yara? No, grazie


Un minuto di silenzio per Yara? No, grazie
03/03/2011, 15:03

Un minuto di silenzio per Yara e Daniel? No, grazie, non nella mia scuola. Un netto rifiuto della dirigente scolastica ha impedito il ricordo dei due ragazzi bergamaschi uniti nelle morti assurde di questi giorni. Succede ad Azzano San Paolo, dove ieri si è svolta la 23esima edizione di una manifestazione che raccoglie le scolaresce di undici paesi italiani che si chiamano Azzano. “Ho saputo che già sul pullman - racconta il sindaco di Azzano San Paolo Simona Pergreffi - i bambini chiedevano ‘Ma andiamo nel paese di Yara?’, e tutti gli insegnanti avevano parlato dell’accaduto in classe e anche durante il viaggio. Sono stati loro a chiedermi di osservare un minuto di silenzio prima della manifestazione, io l’ho comunicato alle insegnanti del mio paese e loro si sono dette d’accordo”. Non era però d’accordo la dirigente scolastica Carol Meddis: “Mi ha aggredito verbalmente dicendo che queste cose nella sua scuola non si fanno, che allora bisognerebbe stare sempre in silenzio per tutti i bambini che muoiono nel mondo. Non volevo mettermi a litigare in quell’occasione e non ho replicato. Il minuto di silenzio l’abbiamo fatto in seguito, poco prima del pranzo in oratorio, quando il parroco ha recitato una preghiera”. La cosa però avrà conseguenze, visto che il sindaco ha inviato una lettera al Provveditorato per raccontare l’accaduto: “E’ una critica costruttiva, non voglio fare polemiche a ogni costo. Ma per noi è come se quei due ragazzi fossero nostri figli e come se Brembate Sopra fosse il nostro paese, sono vicende che hanno toccato tutti noi. Ancora più significativo poi il fatto che la richiesta di un gesto di questo genere venisse dagli stessi ragazzi”. La dirigente per ora preferisce non replicare.

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di AnFo
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