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Un nuovo welfare in Italia.


Un nuovo welfare in Italia.
19/02/2010, 09:02

 

I DIRITTI ALZANO LA VOCE.

di Gianni De Falco, direttore Ires Campania.

 

La campagna “I diritti alzano la voce” nasce dall’iniziativa di un cartello molto ampio di soggetti del terzo settore, delle parti sociali, della cittadinanza attiva, caratterizzati da un forte e storico impegno civile e politico, laico e religioso, con l’intento di promuovere una mobilitazione politica e sociale, autonoma dai partiti ma che mira a dialogare con essi e, soprattutto, con le responsabilità di governo centrali e locali.

La lista degli aderenti è ampia e assai diversificata: Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Welcome, Associazione Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) di Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale (Cipsi), Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione “Città sociale” Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione SCS/CNOS Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, MoVi e Ires Campania.

Comune intendimento è quello di organizzare una “mobilitazione” in favore dei diritti di cittadinanza per poter assumere, nel XXI secolo, una proposta generale sulle politiche nazionali, europee e globali per l’effettivo esercizio dei diritti sociali, civili, politici ed economici, per la loro indivisibilità in uno sviluppo locale e globale socialmente, eticamente ed ecologicamente sostenibile. 

Dalla sinergia e sintelia dei soggetti promotori nasce il “Manifesto per il welfare” un documento che contiene i principi generali, politici e etici, in cui si riconoscono gli aderenti alla campagna. 

Il Manifesto si accompagna ad unDocumento base generale” che vuole fornire un’analisi della situazione presente rispetto al tema dei diritti e, soprattutto, definire una proposta politica generale forte, di sistema, articolata per aree di priorità, declinata a partire dalla legislazione europea, nazionale e regionale. 

Ma l’azione, di vera e propria rivendicazione, prevede anche una “Piattaforma politica” in cui sono indicate le proposte che rappresentano una priorità assoluta, sia riguardo al quadro generale del sistema di welfare, sia rispetto alle diverse aree di intervento.  

Questo lavoro di elaborazione delle proposte, generali e specifiche, della campagna è avvenuto in un lungo ed elaborato percorso di confronto e di approfondimento fra i diversi soggetti aderenti all’iniziativa.

Il risultato finale non era scontato. La difficoltà più grande era dare un’anima omogenea alla proposta generale, proprio a partire dalla ricchezza delle differenze di analisi e di esperienze. A noi sembra che i documenti costituiscano uno sforzo fortemente unitario e caratterizzato da una volontà precisa:

 

stare dalla parte degli ultimi e dei deboli in un mondo in cui prevale spesso la forza distruttiva dei potenti.

     

Un’altra grande necessità, avvertita fin dall’inizio nel confronto interno, consisteva nell’evitare il duplice rischio di dichiarare un elenco giustapposto di proposte senza un’analisi coerente di sistema, o di fare dichiarazioni generali di principi senza concretezza di azione. Anche da questo punto di vista ci sembra che l’ancoraggio dei principi generali irrinunciabili (Diritti e Legalità - Welfare e Sviluppo) alle strategie generali di approccio al welfare (Cittadinanza e Lavoro - Trasparenza e Partecipazione) e il collegamento di queste strategie alle proposte per piani nazionali di intervento e aree di priorità specifiche – segnalate soprattutto dalla esperienza diretta degli operatori di base – abbia consentito di superare i rischi della genericità o della frammentazione della proposta. 

La campagna “I diritti alzano la voce” vuole animare una mobilitazione fondata sulla consapevolezza e sulla responsabilità, sul dialogo e sul confronto, anche franco e netto, dentro il sentiero pacifista e nonviolento della storia comune, civile e sociale, di tutti i soggetti coinvolti.

La campagna intende sollecitare una sensibilizzazione ed una mobilitazione con l’obiettivo dichiarato di “provocare” un ascolto e una riflessione politica da parte delle differenti responsabilità istituzionali – centrali e locali – e dei diversi candidati alle prossime elezioni regionali. Dunque, una ricerca-azione, una proposta sociale, un percorso di mobilitazioni a partire dai bisogni, per riflettere sui diritti, per garantirne l’effettivo esercizio.

Vogliamo assumere la sfida di una nuova consapevolezza etica della cittadinanza, provando a sfidare la politica sul confronto delle responsabilità e non sullo scontro dei poteri. Partendo dagli ultimi e dai fragili, restando loro vicino connessi nel pensiero e nell’azione ai loro bisogni fondamentali, facendo strada senza farci strada 

All’elaborazione del documento hanno partecipato parecchi esponenti delle organizzazioni aderenti: Salvatore Esposito, direttore del Dipartimento Welfare dell’Ires Campania è stato l’estensore materiale del “Documento base generale” e della “Piattaforma politica”, assumendo i contributi di tutti in uno sforzo ideativo non facile di assemblaggio e di rielaborazione concettuale condivisa. Il suo lavoro, appassionato ed altamente professionale, merita il ringraziamento di noi tutti e mio personale.

Infine, mi sembra opportuno segnalare che tutto il gruppo di lavoro ha svolto una continua funzione di ascolto delle realtà territoriali e del vissuto degli operatori e dei cittadini fruitori dei servizi. Uno stile di lavoro che intendiamo coltivare come cifra caratteristica della campagna. 

So che molte altre organizzazioni, associazioni ed enti hanno chiesto di aderire a questa nostra iniziativa. È un primo, tangibile risultato perché a più voci si possa lavorare per affermare un nuovo modo di intendere il welfare e, consentitemi, un nuovo di intendere la democratica partecipazione alla politica.

 




 

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di Raffaele Pirozzi
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