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Un Paese sano ed un leader malato

Un Paese sano ed un leader malato


Un Paese sano ed un leader malato
30/01/2011, 08:01

UN PAESE SANO ED UN PREMIER MALATO.


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

L’immagine che mi resterà nel cuore, in questi giorni di vergogna, è quella di Romano Prodi e di sua moglie Flavia, che votano per le primarie del centro sinistra a Bologna.

Nel seggio del suo quartiere, senza tanti clamori o dichiarazioni roboanti, Prodi ha votato, poi, dopo aver salutato con cordialità i presenti, se ne è andato, a piedi, sottobraccio con la moglie. La telecamera, ha indugiato qualche istante, riprendendo di spalle, due persone dignitose e serene, che si allontanavano chiacchierando come qualsiasi coppia in una domenica di inverno, che passeggiano per il loro quartiere,non lontani da casa. Probabilmente, rientrando, saranno passati dall’edicola ed avranno preso i giornali, forse, saranno passati anche dalla pasticceria per prendere dei dolci. Quasi certamente, come in tante famiglie italiane, aspettavano, per il pranzo della Domenica i figli e gli amatissimi nipoti.

E’ molto probabile, che sia andata proprio così. Due persone normali che rappresentano in maniera chiara, l’immagine di un paese che vorrebbe essere diverso da quello che invece appare ogni giorno. Eppure, quel signore, cordiale ed affabile, è uno dei maggiori esperti mondiali di economia, il suo nome è associato a quello di Franco Momigliano e di Paolo Sylos Labini, tra i fondatori della scuola italiana di economia, ha insegnato ad Harvard ed è stato dal 1972 al 1999 docente all’Università di Bologna. Prodi ha ricoperto la carica di Ministro dell’Industria, Presidente dell’IRI per dieci anni in due diverse tornate, presidente del consiglio dei Ministri in due Legislature, presidente della Commissione Europea, fondatore dell’Ulivo e successivamente del Partito Democratico. Prodi è il politico che ha voluto le primarie, come sistema democratico di scelta dei candidati, a tutti i livelli, delle coalizioni di centro sinistra prima e del partito Democratico poi. Nel 2006, era stato indicato come candidato della coalizione di centro sinistra, proprio a seguito di una consultazione di massa, che vide la partecipazione di oltre 4 milioni di cittadini, che gli attribuirono il 75% dei consensi.

Onesto, innovatore, competente e determinato, Prodi ha portato a termine obbiettivi che sarebbero stati impossibili da immaginare, come: il risanamento dell’IRI e le dismissioni industriali, il risanamento dei conti dello Stato e l’ingresso dell’Italia tra i primi nell’Euro e come Presidente della Commissione Europea, l’introduzione dell’Euro come moneta unica europea e l’allargamento dell’Unione a 25 paesi. Eppure, non c’è stato tecnico e politico tanto malsopportato come Romano Prodi: Non amato dalla Curia Romana dei Ruini e dei Bagnasco, non amato da Bertinotti e da Rifondazione Comunista, reo di rappresentare un capitalismo democratico e sociale basato sulla piccola e media impresa, che non faceva parte dell’idea del mondo dell’ex sindacalista di Torino. Odiato dalla destra per la sua dichiarata lotta alla evasione fiscale ad alle speculazioni finanziarie improduttive, mal sopportato dai suoi alleati per l’assoluta indisponibilità alla mediazione politica basata sul metodo della spartizione del potere. Poco accettato dall’establishment, amato dagli italiani, che nelle due occasioni in cui si è presentato lo hanno premiato con uno slancia inedito.

Quell’immagine di una coppia di persone normali che si allontana tranquilla in una Domenica mattina, non è stata colta da nessuno, non fa notizia, non interessa. Non piace a questo paese la normalità di chi fa le cose importanti senza clamori, i personaggi che fanno audience sono quelli che gridano, quelli sfrenati e volgari, quelli senza morale, ne pubblica, ne privata. L’immagine di spalle della coppia che si allontana, è sicuramente malinconica, ma anche piena di speranza,da il senso di un cammino che deve ancora essere fatto, di una strada da percorrere, ancora insieme, ancora uniti. Un messaggio forte, in cui la famiglia, ritorna con forza, come unico riferimento di una società in continua e veloce evoluzione. La famiglia, forza di questo nostro paese, è da tempo in crisi, ma non bisogna considerarla superata. Dalle vicende che coinvolgono il premier, l’istituzione della famiglia ne esce fortemente ridimensionata. I comportamenti descritti nelle pagine dell’inchiesta della procura Milanese, suggeriscono un modo di vivere in cui la famiglia non è tenuta in nessuna considerazione. E’ invece, proprio la famiglia, che sta facendo reggere questo paese, sconvolto dalla crisi economica e dal malgoverno.


 

Purtroppo, sembra sempre più lontana la possibilità di vivere in un paese normale, in cui coesione e cultura vadano insieme a correttezza,moralità e capacità di risolvere i problemi. Tra il bene ed il male gli italiani preferiscono Berlusconi, il Caimano, che intende il potere come un antico satrapo mediorientale, per cui il potere significa solo il proprio arricchimento personale ed il proprio piacere. Da quando è ritornato al potere nel 2008, non ricordiamo niente che abbia fatto per migliorare le condizioni di vita degli italiani. Anzi,è stato fatto molto per peggiorarle. Ormai il comportamento del premier è sempre sopra le righe, si ha la seria impressione di avere a che fare con una persona esaltata, che si controlla poco, che non ha equilibrio. D’altra parte la moglie Veronica lo aveva detto a chiare lettere: “ E’ una persona malata, andrebbe aiutata e curata, le persone che gli sono accanto, invece, lo sostengono nelle sue pazzie.” Il leader politico, che si prepara a manifestare contro di giudici di Milano, è una persona fortemente disturbata, che sperpera denaro con delle ragazze minorenni, è attorniato da personaggi squallidi che cercano di trarre da lui il massimo del profitto possibile. Un paese in crisi ed il presidente del Consiglio malato e ricattato. Si possono mettere in atto tutte le tecniche per dissimulare la verità, ma come nei casi precedenti, il vizio del premier è incontenibile, continuerà nei suoi comportamenti riprovevoli, nell’imbarazzo della Chiesa compiacente, degli imprenditori sempre più in difficoltà, di un intero paese attonito e senza parole. A questo punto, chiunque ci possa togliere da questo imbarazzo è il benvenuto.

Ricordare la figura e l’opera di Romano Prodi in questi giorni bui, serve, a riaffermare che un altro paese è possibile. Che gli italiani sono molto più simili alla famiglia Prodi di quanto non immaginino,che quella famiglia, quella modestia e quello stile di vita sono l’esempio che deve essere seguito da tutti. Non dobbiamo arrenderci al degrado, non dobbiamo farci prendere ne dallo sgomento, ne dall’indifferenza. Usciremo da questo lungo inverno, ci sarà pure un’altra Primavera per il nostro paese.


 

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di Raffaele Pirozzi
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