Cronaca / Nera

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Le indagini nate dall'ipotesi di un amico di un agente

Un piano per uccidere Saviano? solo "un equivoco"


Un piano per uccidere Saviano? solo 'un equivoco'
21/06/2009, 19:06

Non c’era nessun piano organizzato dai clan Casalesi per uccidere lo scrittore Roberto Saviano. Ne è convinta la Direzione distrettuale Antimafia, per la quale l’allarme, diffuso nell’ottobre dello scorso anno, era soltanto frutto di “un equovoco” generato da un “eccesso di zelo” da parte di un investigatore. Queste, in sintesi, le motivazioni dell’archiviazione, disposta dal gip dopo la richiesta del pm della Dda Antonello Ardituro, della inchiesta sul presunto piano per uccidere lo scrittore. Il “Corriere del Mezzogiorno” riferisce che un poliziotto, durante una cena in un ristorante di Castelvolturno, sentì da un amico l’ipotesi che i Casalesi volessero uccidere Saviano. Il poliziotto informò i suoi capi e si scoprì che il suo amico risiedeva nella stessa zona dove, sotto protezione, vive da anni il pentito Carmine Schiavone. Questo indusse gli investigatori a ritenere che fosse stato proprio il collaboratore di giustizia a fornire l’informazione sull’attentato. Interrogato alcuni giorni dopo, il pentito (che non abitava nel Casertano da anni) negò di avere informazioni su un progetto simile. I successivi accertamenti della Dda hanno fatto ritenere che la notizia era falsa.

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di Nico Falco
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