Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Appalto per bouvette e mensa affidato alla Gemeaz

Un socio di Don Luigi Verzè vince la gara d'appalto per il ristorante del Senato


Un socio di Don Luigi Verzè vince la gara d'appalto per il ristorante del Senato
04/01/2010, 22:01

ROMA - La vicenda Tartaglia sta polarizzando le i riflettori mediatici di tutta l'Italia e rischia di far scivolar via dall'attenzione collettiva manovre a dir poco sospette come quella da breve verificatasi nelle gare di appalto per il "ristorante" del Senato.
Da questo mese, infatti, a gestire la pausa pranzo della prestigiosa sede parlamentare sarà un'unica ditta; che si occuperà appunto del ristorante, della buvette ed anche della mensa dipendenti.
L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di risparmiare sul costo giornaliero dei vari senatori. Un costo che, negli ultimi anni, considerando anche tutte le spese accessorie per il personale ed i vari servizi connessi, è lievitato fino a superare gli 85 euro a persona. Con la nuova gestione di euro se ne risparmieranno 6; con un costo complessivo che si attesterà dunque a quota 79. La Ladisa, ditta barese che da diversi anni rifornisce il ministero degli Esteri, i Carabinieri e che si è ultimamente occupata anche dei pasti del G8, nonostante assicurasse un costo addirittura inferiore che si attestava sui 73 euro, è stata però dichiara "inaffidabile" nella sua offerta complessiva ed ha dovuto lasciare il posto alla seconda classificata; la Gemeaz di Roberto Cusin.
Il colosso da oltre 300 milioni di euro di fatturato che conta 5.200 dipendenti ha sede a Milano e, ironia della sorte, ha il suo sommo dirigente Cusin che si trova a ricoprire anche il ruolo di consigliere della Fondazione San Raffaele di Don Luigi Verzè; noto quanto stretto amico di Silvio Berlusconi. Un affare che frutterà alla Gemeaz quasi 12 milioni di euro (la Ladisa sarebbe costata circa un milione  in meno) e che và ad aggiungersi all'altro appalto da 280 milioni sonanti vinto dalla ditta sempre nel mese di dicembre e collegato alla gestione delle mense delle FS.
"Com' è possibile giudicarci inaffidabili se gestiamo da anni - si legge nella lettera-ricorso presentata dai ristoratori baresi - il servizio mensa del ministero degli Esteri, l' Arma dei Carabinieri e abbiamo servito pasti ai diplomatici al recente G8?".
La risposta, ironica, potrebbe essere che l'aragosta era insipida. Battute a parte e senza cadere nella tentazione della facile dietrologia c'è un altro dato abbastanza interessante da osservare: la stessa Ladisa, fino a qualche mese fa, deteneva il 40% della Prod.eco srl; a sua volta società partecipata per il 30% dalla Adrimare srl di
Gianpaolo Tarantini.
Tuttavia, come spiega Vito Laudisa, "quella società è rimasta inattiva e subito liquidata".
Riguardo agli aspetti poco chiari, prima di emettere un giudizio credibile, occorre attendere l'esame del ricorso che sarà esaminato dal Tar. Di certo, però, resta l'esiguo costo che devono sostenere i Senatori per un pasto completo (15 euro) a fronte dei quasi 80 che invece vengono pagati con i contributi provenienti dalle tasche degli elettori. Anche qui non si vuol cedere alla facile demagogia populista ma, quel taglio del 20% sui costi dei piatti raffinati al ristorante del Senato, fece effettivamente scandalo e costrinse Schifani a tornare ai vecchi prezzi.
In effetti possiamo capire le esigenze di risparmio dei "poveri" parlamentari: con lo striminzito stipendio che si ritrovano sono anche costretti a spendere 15 euro per antipasto, primo, secondo, contorno e dessert. E noi che con 15 euro riusciamo ad abboffarci lautamente con una pizza ed una birra "piccola".

Rettifica del 17/01/2010.

Ci scrive l'avv. Tizia Membri per precisare che "Roberto Cusin, come riscontrabile da tutti i documenti pubblici disponibili, non è più azionista di Gemeaz Cusin S.p.A. dall?ottobre del 2007 e non ricopre più alcuna carica addirittura da marzo dello stesso 2007. La proprietà di Gemeaz Cusin S.p.A. è del gruppo Barclays ormai da oltre due anni. Dunque nessuna manovra sospetta e nessun favore al Presidente Berlusconi". Pubblichiamo il suo chiarimento e ci proponiamo di approndire le indagini nella maniera più opportuna ed accurata per verificare la veridicità di quanto sostenuto; trovando decisamente strano che, il collega Lopapa di "La Repubblica", abbia pubblicato informazioni così grossolane e capzione. Per tale ragione abbiamo invieremo quanto prima una mail al diretto interessato onde avere maggiori delucidazioni.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©