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Un tradimento su quattro scoperto attraverso l’utilizzo di strumenti da 007 acquistati su internet


Un tradimento su quattro scoperto attraverso l’utilizzo di strumenti da 007 acquistati su internet
22/03/2013, 15:24

Milano, 22 marzo 2013 - Trovare le prove per incastrare il proprio consorte in una causa di separazione giudiziale può nascondere diverse insidie. Se si mira all’addebito, però, o a maggior ragione, ad un risarcimento del danno, diventa assolutamente indispensabile reperire foto, video o conversazioni audio che non lascino spazio a dubbi su chi sia il vero colpevole della rottura del vincolo matrimoniale.

Talvolta, l’esasperata ricerca di evidenze si trasforma in ossessione, e le conseguenze possono assumere contorni tragici: l’ultimo agghiacciante caso di cronaca riguarda un omicidio, avvenuto qualche giorno fa a Rieti ad opera di un uomo che, accecato dalla gelosia, ha ucciso la moglie a colpi di mattarello. Prima di finirla ha però tentato di filmarla per registrarne la confessione dei presunti tradimenti

Se non fosse per i costi proibitivi, la soluzione più semplice sembrerebbe quella di assoldare un investigatore privato. “ Rivolgersi a un professionista richiede un fondo spese per almeno una settimana di appostamenti e considerando che la tariffa media si aggira intorno ai 500 euro al giorno, il conto è presto detto: 3.500 euro da investire senza alcuna certezza di raggiungere l’obiettivo sperato – spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, Presidente dell’associazione FamilyLegal - Per questo motivo, sempre più persone ricorrono al “fai da te” improvvisandosi veri e propri detective: almeno uno su quattro indaga come può sull’altro coniuge”.

La tecnologia non aiuta solo i fedifraghi, che grazie a social network e siti dedicati hanno visto moltiplicarsi le possibilità di ‘distrarsi’ al di fuori delle mura domestiche, ma anche i partner presumibilmente traditi. Micro spie gsm, cimici, microauricolari invisibili, microregistratori, microfoni da muro e direzionali, cellulari spia, cambiavoce telefonici, telecamere senza fili, videoregistratori microscopici, visori notturni, cellulari criptati, prodotti per spiare i pc a distanza, localizzatori satellitari gps, jammer per cellulari sono la nuova frontiera degli aspiranti detective.

Va però sottolineato come l’utilizzo di alcuni dei prodotti che consentono la registrazione di immagini e suoni o le intercettazioni di comunicazioni può comportare la violazione di una pluralità di norme previste dal nostro codice penale” precisa Puglisi, che aggiunge: “Fin tanto che una conversazione telefonica sia registrata da uno dei due interlocutori (ad esempio la moglie che registra il marito mentre la insulta o la minaccia) non si commette alcun reato e anzi il file audio può essere a tutti gli effetti utilizzato come prova. Al contrario, qualora si intercetti e registri la comunicazione tra due altri soggetti - nei casi più frequenti il consorte con l’amante - si ricade in una condotta penalmente sanzionata.”

Discorso a parte meritano, poi, la registrazioni video: se, infatti, è assolutamente lecito fare riprese in luogo pubblico, per strada o in un parco, presso il domicilio privato altrui è assolutamente vietato: pertanto se si registra l’altro coniuge presso il proprio domicilio coniugale si è esenti da responsabilità, se invece lo si filma, magari con una telecamerina nascosta, in un altro ambiente private, ci si rende passibili di una querela.

Chi oltrepassa il confine della legalità rischia la reclusione senza neppure poter addurre, come molti coniugi tentano di fare, l’esimente per aver agito nel superiore interesse dell’unità familiare. La legge, però, non vieta l’acquisto dei software cosiddetti “spia” pur limitandone fortemente l’utilizzo: qualunque forma di intercettazione effettuata da un privato cittadino all’insaputa dell’intercettato comporta il sorgere di una responsabilità penale per violazione di una delle norme poste a presidio del diritto, costituzionalmente garantito, alla riservatezza delle comunicazioni”, puntualizza Puglisi.

Sul punto la suprema Corte di Cassazione ha precisato come, per incorrere in tale responsabilità, sia sufficiente la sola istallazione del programma o dell’applicazione, indipendentemente dalla sua effettiva attivazione: “Nel caso, quindi, un marito geloso installi sullo smartphone della moglie un applicazione invisibile in grado di intercettare sms o conversazioni telefoniche, il reato si riterrà comunque consumato anche nell’eventualità di un suo mancato utilizzo, e la consorte, se lo vorrà, sarà libera di sporgere una querela contro il coniuge”.

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di Redazione
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