Cronaca / Rosa

Commenta Stampa

Una nuova fase per le donne


Una nuova fase per le donne
07/03/2011, 10:03

"Poche settimane fa una straordinaria energia ha attraversato le piazze italiane, segno di un sentire diffuso per aprire una nuova fase che ridia credibilità alle istituzioni e dignità alle donne. Non mi sembravano radical schic le donne e gli uomini che hanno riempito in modo festoso anche Piazza Margherita a Caserta il 13 febbraio. Dopo tanto tempo le donne si sono ritrovate e hanno capito che stare insieme è indice di forza. Su quell’onda vogliamo ragionare e operare per arrivare ad una consapevolezza che ci porti verso una democrazia paritaria. L’indignazione espressa con la mobilitazione del 13 febbraio dalle donne è rivolta contro vicende che portano sempre più spesso alla ribalta delle cronache politiche casi di mortificazione della dignità delle donne, di un uso perverso del corpo femminile come merce di scambio. L’indignazione nasce da un sentimento morale, che ora deve diventare soprattutto politico. Per quelle come me che sono nate negli anni cinquanta il destino era segnato: spose, madri, al massimo insegnanti. In quegli anni le donne, oltre a rivendicare i loro diritti, hanno affrontato le loro debolezze, indagato l’uso e l’abuso del corpo. Come si diceva allora, hanno fatto un lavoro su di sé. I risultati ci sono stati, ma non quelli sperati dal momento che spesso hanno anteposto la carriera del marito alla propria e si sono ritrovate a gestire quasi in esclusiva i figli, ricorrendo a lavori part time e a permessi poi scontati in termini di avanzamento di carriera. Non si sono ribellate quando la politica ha visto la famiglia come un appendice solo femminile e non come una questione di cittadinanza. Per le nostre figlie questi sono modelli da superare, esse hanno più possibilità delle loro madri, più libertà, più strumenti per poter scegliere. Alle giovani generazioni va ricordato che la libertà e i diritti delle donne non sono acquisiti una volta per tutte. Occorre sapere che esse hanno lottato duramente per conquistare diritti che oggi si danno per scontati, che sono il frutto di lotte di diverse generazioni e si possono anche perdere. Per questo va ricordato che prima del 1946 le donne non godevano del diritto di voto, che solo dal 1970 si può divorziare, che prima del 1978 l’aborto era illegale e punito severamente, che solo nel 1975 si è avuto il diritto di famiglia e che prima la donna era sotto tutela degli uomini e non aveva diritto all’ eredità. Fino al 1995 la violenza sessuale era un delitto contro la morale e non contro la persona . Tutto questo alle giovani può sembrare preistoria, forse è la preistoria della libertà, conquistata dalle loro nonne e mamme anche con errori. Bisogna capire il passato per vivere meglio il presente. Non ci dobbiamo fermare. Insieme, giovani, figlie, mamme e perché no, nonne, dobbiamo essere soggetti attivi e appropriarci di strumenti per riconoscere e prevenire i tentativi di contrattacco per ricacciare le donne nei ruoli tradizionali (come afferma Vittoria Franco nel suo saggio ”Care ragazze”). Tutto questo serve come monito per non tornare indietro, per riuscire insieme alle nuove generazioni ad ampliare la sfera dei diritti e delle libertà. L’onda del “ 13 Febbraio “non si è fermata, ha riportato le donne a discutere, a volersi incontrare per parlare del loro ruolo e della loro presenza nella società e in politica. Bisogna affrontare e cambiare le politiche per la famiglia, come avviene in Francia dove se hai più figli vieni più sostenuta, mentre in Italia sei solo più povera. Nel nostro paese una donna su due non lavora. Lo stato del welfare è tale che le donne al primo figlio sono costrette a scegliere tra maternità e lavoro. Dobbiamo promuovere i permessi parentali. Non vogliamo quote rosa o affermarci solo attraverso queste, ma sapere che senza il contributo delle donne non si va lontano. La democrazia paritaria deve essere intesa come condivisione dello spazio pubblico da parte dei due generi, come cooperazione fra uomini e donne. Essa descrive un orizzonte più ampio delle parole a cui spesso si fa riferimento in politica, come quote o rappresentanza. Occorre lavorare insieme per riconoscere che la democrazia e le sue istituzioni sono un prodotto del contributo di uomini e di donne. Il lavoro di cura può e deve essere condiviso in una famiglia moderna. Non siamo più nella fase rivendicativa ma in quella della cooperazione fra i due generi . In questo modo si devono condividere i luoghi di governo della politica dove si decide anche il nostro destino.
Piena occupazione femminile, giovanile, conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare, rete integrata dei servizi sociali, sostegno alle famiglie per avere i figli che si desiderano, riconoscimento delle competenze delle persone straniere e loro coinvolgimento in un percorso di cittadinanza: sono questi i passaggi obligati per una società migliore, umana, più giusta e solidale. Per affermare i diritti fondamentali di cittadinanza e di pari opportunità, su iniziativa dell’Auser e di altre associazioni, le donne di Caserta si mobiliteranno il 17 marzo in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la lettura e commento della Costituzione nella piazza del sapere alla Feltrinelli.”. Così Elisabetta Luise, presidente dell’Auser – Portavoce Forum Terzo Settore Caserta.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©