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Una ragazza coraggiosa e la malafede dell'Occidente


Una ragazza coraggiosa e la malafede dell'Occidente
08/09/2009, 12:09


Mi piace accostare a Lubna Hussein, la coraggiosa ed intelligente ragazza di Kartoum, altre due donne di straordinario coraggio civile che hanno contributo a cambiare la cultura del mondo: Franca Viola, la diciassettenne che nel 1966 rifiutò di sposare il suo stupratore e lo mandò in galera rompendo tabù cristallizzati nella cultura italiana e Rosa Parks l'afroamericana che nel 1955 rifiutò di cedere il suo posto in autobus ad un bianco e diede luogo ad un movimento antiapartheid che, nonostante le lugubri incursioni del Ku Klux Clan si sviluppò fino a diventare un un grosso problema politico per le istituzioni USA. I rifiuti opposti da queste tre donne hanno un comune movente: la rivendicazione del diritto alla libertà ed alla liberazione da pastoie e pregiudizi che imprigionano nel sottosuolo oscuro della subalternità di genere e razziale. Lubna Hossein è stata condannata a subire quarante frustrate commutate in una pena pecuniaria. Ha rifiutato di pagare la multa ed ha preferito subire un mese di prigione per non dare legittimità alla condanna subita in base alla Sharia, la legge che fa del Corano e della tradizione islamica una sorta di codice penale per tutti i cittadini. La sua contestazione della legge è radicale!
Lubna Hussein ha suscitato un movimento che è ancora minoritario ma che non mancherà di produrre splendidi frutti di libertà, parità e democrazia. Un movimento che vuole il rispetto della donna e la sua liberazione dai ceppi clericali. L'Occidente in malafede ha molto speculato e strumentalizzato la questione della posizione della donna nella società islamica a partire dal Burka. Ha promosso due sanguinosissime guerre contro l'Afghanistan e l'Irak che avrebbero portato assieme ai bombardamenti ed all'occupazione militare un vento di libertà per le donne. I risultati sono disastrosi: l'Irak di oggi è assai più reazionario e clericale di quello di Sadam Hussein che aveva laicizzato profondamente la società attraverso una opera di acculturazione dei ceti popolari di grande rilievo. In Afghanistan abbiamo assistito alle file di donne intabarrate nei burka più pesanti ed oppressivi ai seggi elettorali. Certo non andavano a votare di loro spontanea volontà ed a viso scoperto per Karzai che ha introdotto leggi di inaudita violenza contro le donne come lo stupro consentito al marito e la punizione con il digiuno forzato alla moglie che rifiuta rapporti sessuali e vieta loro di uscire di casa senza permesso. La vicenda sudanese dimostra che esistono forze dentro la società anche la più compressa dal conservatorismo clericale che sono in grado di aprirsi un varco verso il futuro. La criminalizzazione della intera società islamica con tutto quello che ribolle nel suo seno è un errore funesto dal momento che la pulsione di libertà e di democrazia è incomprimibile. La libertà delle donne da sempre seviziate dalle grandi religioni monoteiste deve essere una conquista, il frutto di una crescita civile attraverso conflitti, sacrifici, pene. Il fondamentalismo religioso e la sua coincidenza con le leggi dello Stato che Papa Ratzinger vorrebbe imporre in Italia attraverso un Governo opportunista ed un Parlamento vile ed intimidito. Presto avremo la legge "mai più englaro" che negherà il diritto a morire con dignità. Non dimentichiamo che una professoressa di religione è stata allontanata dalla scuola pubblica e privata dell'insegnamento perchè portava la minigomma. A nulla sono valse la testimonianza del Preside sulla serietà personale e professionale dell'insegnante. Ha perduto il posto di lavoro e questo è l'equivalente delle quaranta frustrate alla ragazza sudanese.

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di Pietro Ancona
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