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Una sola parola : Vergogna.


Una sola parola : Vergogna.
22/03/2009, 12:03

 

LA STAMPA CONTINUA A PARLARE CHE ,L'ATTUALE GOVERNO, VUOLE RIVEDERE LE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATROI . RIVEDERE CIOE' IL TESTO UNICO. ABBIAMO SEMPRE DETTO CHE UN LAVORATORE PER UN MISERO SALARIO NON PUO' METTERE IN DISCUSSIONE LA VITA. QUELLO CHE ATTUALMENTE SI TENDE DI FARE HA BISOGNO, A MIO PARERE, DI UNA RISPOSTA FORTE.

Il direttore di www.notiziesindacali.com


 


 

QUALCUNO SALVI I LAVORATORI!


 

di Renato Fioretti


 


 

Non è questa l’occasione per riproporre, nello specifico, le scelte anti-lavoratori fin qui operate. Attraverso questo stesso giornale, sono già state espresse dettagliate valutazioni “di merito”.

La cronaca, però, continua a offrire elementi di discussione e preoccupazione; soprattutto durante questa fase di gravissima crisi dei rapporti unitari tra le Organizzazioni Sindacali Confederali.

E’ questo il caso delle nuove norme che, attraverso un decreto legislativo, il governo Berlusconi si appresta a varare rispetto alla Sicurezza e la Salute nei luoghi di lavoro.

Da quanto si apprende attraverso la stampa, le “integrazioni” e i “correttivi”, che il Consiglio dei Ministri si appresterebbe ad apportare al Testo Unico approvato dal governo Prodi lo scorso anno, tenderebbero - per usare un eufemismo - a “attenuare” l’apparato sanzionatorio a carico delle imprese nei casi d’inosservanza delle disposizioni di legge.

Naturalmente, se le “semplificazioni” del ministro Sacconi mirassero (effettivamente) a “snellire” l’apparato burocratico in quanto tale, ne saremmo tutti lieti. Il problema è che, purtroppo, l’esperienza avrebbe dovuto già insegnare - a tutti gli uomini di “buona volontà”, non solo ai “comunisti” - che quando gli esponenti del governo Berlusconi parlano di “semplificazione”, “deregolamentazione” o “razionalizzazione”, intendono, molto più semplicemente (e brutalmente) “derubricare” un reato o cancellare una pena; in linea con il loro leader!

D’altra parte, a dimostrazione del concetto di semplificazione cui allude (sempre) Sacconi, è opportuno ricordare - in particolare a quei milioni di lavoratori che hanno dato forza e sostegno alla Cdl e alla Lega - che il primo provvedimento adottato dal neo Ministro del Lavoro fu l’abrogazione della legge 188/07. Un provvedimento, approvato appena pochi mesi prima dal governo Prodi, che cercava di porre un argine di legalità alla vergognosa prassi delle “dimissioni in bianco”, firmate, in sostanza, contestualmente al contratto di assunzione.

All’epoca, la motivazione addotta fu rappresentata dall’esigenza di: ” Snellire una complessa procedura burocratica” (sic!).

Oggi Sacconi, a qualche giornalista che lo invita alla chiarezza circa gli obiettivi delle nuove norme, risponde che il governo: ”Non abbasserà la guardia sul fronte della sicurezza”. Risulterebbe, data da altri, una risposta convincente e rassicurante.

Purtroppo, a rassicurare in tal senso, è lo stesso ministro che nell’aprile 2008, all’atto dell’approvazione del Testo unico, fu il primo a sostenere, con grande veemenza, che si trattava di norme troppo gravose e “punitive” nei confronti delle imprese.

Evidentemente pensa(va) che a essere passibili di punizione debbano essere le vittime, piuttosto che (troppo spesso) i veri carnefici!

La realtà, per dirla tutta - anche se attraverso l’uso di un latino “maccheronico” - è che con il Berlusconi IV si è realizzata una sorta di “evoluzione della specie”; si è passati così, dalle leggi “ad personam”, alle leggi “ad categoria”.

A questo riguardo, l’elenco dei provvedimenti di legge adottati in ossequio alla “filosofia” politica inaugurata attraverso la famosa e famigerata legge-delega 30/03 ed il suo decreto legislativo 276/03 che, per la prima volta nella storia del Diritto del lavoro italiano - all’art. 1, comma 1 - si esprimeva in termini di esigenze delle aziende e aspettative dei lavoratori, è molto nutrito e significativo.

A cominciare dal decreto legislativo 124/04, che, in sostanza, “trasformò” gli ispettori del lavoro da solerti funzionari governativi, impegnati a far rispettare le leggi in materia previdenziale e liceità contrattuali, a “consulenti” delle aziende.

Per essere ancora più concreti: quanti dei lavoratori che brindarono al successo elettorale della Cdl conoscono le novità apportate ai c.d. “studi di settore”? Sono consapevoli che l’Esecutivo in carica ha anticipato al 30 settembre la loro pubblicazione, invece che entro il 31 marzo dell’anno successivo? Concordano sull’opportunità offerta ad altri contribuenti, diversi dai lavoratori dipendenti (che pagano le tasse “alla fonte” e fino all’ultimo Euro), di conoscere in anticipo le aspettative del fisco nei loro confronti e adeguarvisi?

Questi stessi lavoratori, sanno che il ministro Sacconi è già (pesantemente) intervenuto sulla legge 296/06, per abrogare i c.d. “indici di congruità”, che in pratica consentivano un ulteriore controllo rispetto alla violazione delle norme in materia d’incentivi e agevolazioni contributive e in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori?

È a tutti sufficientemente chiaro che le recenti “Linee guida per la programmazione strategica dell’attività di vigilanza per il 2009” rappresentano, in sostanza una drastica riduzione dei controlli sui posti di lavoro per cercare di porre un freno efficace alla piaga del lavoro “nero” e “sommerso”?

Per concludere: a mio parere, è in momenti come questi che le OO.SS. avrebbero il dovere istituzionale, deontologico e, direi, morale, di fare fronte comune.

Anche rispetto alle ipotesi d’intervento rispetto al citato Testo unico sulla sicurezza, però, le premesse non sono confortanti.

Se Sacconi afferma il vero quando si dice sicuro che: ” Il testo che approveremo avrà il via libera della Cisl, della Uil e di tutte le associazioni imprenditoriali”, significherebbe che Bonanni e Angeletti, pur di tenere fuori (ancora una volta) la Cgil da un altro accordo con il governo, sarebbero disponibili a sacrificare anche la vigente normativa sulla sicurezza e la tutela della salute sui luoghi di lavoro; quella stessa sulla quale concordarono con il governo Prodi appena un anno fa!


 

Napoli, 22/03/09


 


 


 

 


 

 


 


 


 


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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